Appello alla depatologizzazione ufficiale dell’omosessualità in Italia

Appello alla depatologizzazione ufficiale dell’omosessualità in Italia

Appello alla depatologizzazione ufficiale dell’omosessualità in Italia

Gentile Direttore,
in Italia per molti versi la politica cerca di annullare le conquiste civili e sanitarie di donne e persone LGBTI, mentre il sistema di garanzia delle Case Circondariali ci riporta al caso Braibanti/Sanfratello facendo richiesta di Visita Psichiatrica per Omosessualità di un proprio Agente Penitenziario. Il caso è del 2022 ma è di questi giorni la condanna della Magistratura rispetto a questa richiesta che pretendeva ancora una volta l’omosessualità come una patologia e come un reato allo stesso tempo (vedi la sentenza).

La Magistratura ha risposto in modo netto dichiarando colpevole il Ministero della Giustizia, che non ha emanato norme chiare nel merito e che ha lasciato che fosse permessa un simile abuso.

Delude invece il silenzio del Ministero della Salute e delle Società scientifiche di Psichiatria, che pure abbiamo sollecitato a prendere una posizione chiara nel merito.

Ufficialmente il 17 maggio si festeggia la depatologizzazione dell’Omosessualità (e della Bisessualità), ma in Italia usiamo anche nel Fascicolo Sanitario Elettronico ancora ICD-9 CM, scaduto appunto quel 17 maggio 1990 e che ufficialmente considera ancora l’Omosessualità come una patologia (egodistonica, tra l’altro).

Il Ministero della Sanità e le Società scientifiche di Psichiatriche non riescono a riconoscersi nel nostro semplice appello a depatologizzare anche in Italia ufficialmente l’Omosessualità?

Vi preghiamo di pubblicarlo e preghiamo i lettori di inviarlo al Ministero della Salute:

“In relazione alla notizia sulla condanna del Ministero della Giustizia per la vicenda della visita psichiatrica imposta ad un agente penitenziario, accusato di molestie, per valutare la sua omosessualità, affermiamo che tale condizione da decenni non è più considerata una malattia mentale e non è materia di valutazione diagnostica da parte di psicologi o psichiatri.

Eterosessualità, Omosessualità e Bisessualità sono solo varianti della sessualità umana.

A tutt’oggi, purtroppo, il mancato riconoscimento, nel Fascicolo Sanitario Elettronico dell’ICD10 o ICD-11, e l’uso della versione ICD-9CM, che prevede la diagnosi di malattia mentale per le persone LGBTI in quanto tali, impedisce la piena depatologizzazione dell’omosessualità, della bisessualità e del transgenderismo.

Risulta opportuno quindi modificare tali criteri aggiornando l’uso dei Manuali di Classificazione dei Disturbi ed organizzare corsi di formazione per il personale sanitario delle case circondariali per garantire la tutela della Salute Mentale di tutti i cittadini se Omosessuali, Bisessuali e più in generale LGBTI, anche quelli privati della libertà, affinché ogni abuso diagnostico venga completamente escluso dalla professione sanitaria”.

Manlio Converti
Psichiatra
Presidente AMIGAY aps

19 Aprile 2024

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