Arriva il Giubileo! Si assume. Sì, ma con quanta confusione

Arriva il Giubileo! Si assume. Sì, ma con quanta confusione

Arriva il Giubileo! Si assume. Sì, ma con quanta confusione

Gentile Direttore,
ho tanto la sensazione che troppa fantasia alberghi nella (pur valida) politica sanitaria della Regione Lazio, quanto a provvedimenti assunzionali. Mi spiego. Siamo nel 2015, c’è urgenza di assumere personale per le esigenze del Giubileo. La Regione aveva emanato una circolare (12747/2015) con direttive sul corretto utilizzo delle graduatorie vigenti per medici e infermieri. Utilizzo che la cd “legge D’Alia” richiedeva, che la Magistratura contabile raccomandava, che la stessa Regione giudicava corretto, che l’urgenza richiedeva.
 
Contro tale indirizzo, si autorizza un concorso affidato all’ospedale Sant’Andrea. Quasi 4.000 domande, una lunga disamina, prove preliminari, colloqui che durano alcune settimane. Il tutto, ufficialmente per trovare 10, dico 10 infermieri precari. A nulla valgono le proteste degli idonei, che concorsi han già sostenuto e sarebbero immediatamente disponibili. Si obietta che, in precedenti chiamate, tali idonei non hanno accettato di fare i precari (tappabuchi). Non credo che, ope legis, a buon diritto il silenzio precedente avrebbe autorizzato a cambiare strada, ma la Regione è dominus! Pazienza!

Oggi però l’ASL di Latina torna…alle origini. Deve assumere infermieri precari per sostituzioni maternità (vedi il provvedimento). Correttamente chiama con telegramma una lista di idonei delle graduatorie, richiamandosi alla citata circolare. Improvvisamente diventati disponibili? La Regione ha cambiato pesi o misure? Ben venga rinsavimento! Decine di idonei aspettano la chiamata.

Ma la storia non finisce qui! Gli stessi idonei (ripeto: un concorso lo hanno sostenuto con esito positivo e sono disponibili subito) avrebbero diritto di essere chiamati per posti a tempo indeterminato, stanchi di essere considerati solo come tappabuchi o bestie da soma. Così non accade perché, altra storia di oggi, il Policlinico Umberto I di Roma delibera di bandire un nuovo concorso per 60 posti di infermiere.
 
Giusta la linea di evitare nuovi ricorsi a cooperative esterne, sbagliato lo strumento che si richiama all’utilizzo di graduatorie vigenti solo per 7 vincitori e non per idonei. Purtroppo la Regione autorizza con decreto Commissario ad Acta U00057 sul BURL del 8-3-2015, quindi avremo un nuovo episodio di turismo concorsuale, con spesa non indifferente e ritardo di parecchi mesi nella copertura dei posti. Intanto gli idonei aspettano e protestano, anche perché in assenza di proroghe richieste e non concesse dal Parlamento (per il “no” del Governo) in sede di ultimo “milleproroghe”, le loro graduatorie scadranno a fine anno. Senza dimenticare che i 60 posti concessi all’Umberto I si “mangiano” metà delle deroghe previste per l’anno in corso in tutte le asl e aso del Lazio

Mi vien da dire che per la Regione Lazio l’ex ministro D’Alia si è speso invano! Resta da vedere se ci saranno accessi alla Giustizia amministrativa. Rispetto alle graduatorie ci sarebbe poi molto da riflettere sul confine tra l’ultimo dei vincitori e il primo degli idonei (tanto varrebbe non considerarli?), o tra l’ultimo vincitore e il primo idoneo di graduatorie differenti, ove magari l’idoneo è migliore del vincitore. Ma son discorsi che porterebbero lontano.

Aldo Timossi
Storico e appasionato di Sanità 

09 Marzo 2016

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