La tempesta perfetta

La tempesta perfetta

La tempesta perfetta

Gentile Direttore,
l’ambito della medicina del territorio e le cure primarie rappresenta un area ( multiprofessionale ma anche multisettoriale)  dove viene agita una assistenza di  primo livello finalizzata alla prevenzione e  ad una  attività di diagnosi e cura che tenta, tra le numerose attività collegate al prendersi cura, di razionalizzare l’inclinazione degli assistiti ad accessi impropri al PS o alla richiesta di ricoveri.

Non si può non constatare come una tempesta perfetta o quasi si stia abbattendo sul nostro SSN e sull’assistenza territoriale: pandemia (tutt’ora in atto), guerra, crisi energetica ed economica-finanziaria, inflazione, disoccupazione, pensionamenti o dimissioni,  un sistema di globalizzazione che inevitabilmente subirà modifiche da come l’abbiamo conosciuta fino ad ora.  

Anche la stagione delle aziende sanitarie, dei distretti, degli assessorati sanitari regionali associati alla modifica del titolo V ha dimostrato il netto fallimento di questo impianto normativo/burocratico/economicistico. Sono stati evidenziati  numerosi errori gestionali sostenuti da mancanza di visione e dalla riproposizione delle stesse contraddizioni note da anni. L’economicismo che risponde al contenimento dei costi alla fine proprio ora si dimostra  non essere in grado di risolve nulla e ci si trova quindi, dopo anni di cultura economicistica  ad affrontare,  in ambito sanitario territoriale,  l’inflazione, la depressione, i disavanzi, gli sprechi,  i consociativismi, le conseguenze della pandemia.

Una nota riflessione (Einstein) sostiene che non si possono risolvere i problemi con le attitudini cognitive  di coloro che li hanno generati e che tutt’ora elaborano i testi degli ACN, delle normative, delle circolari, dei metaprogetti, dei DM, delle CdS, degli OdC  o dei COT.

Una riforma radicale della sanità ( dell’assistenza e delle cure primarie)  potrebbe essere un buon punto di partenza per generare  innovazioni finalizzate a produrre più salute senza dimenticare come tutto ciò inevitabilmente coinvolge sistemi assistenziali e relazionali molto complessi.

Il dibattito da tempo  in atto sulle varie  ipotesi organizzative territoriali ha preso in considerazione alcune raffigurazioni principali per quanto riguarda la medicina generale:
1 – la dipendenza;
2 – la sovrapposizione contrattuale con la specialistica ambulatoriale interna SAI;
3 – la medicina amministrata (come da ACN, Note della Conferenza Stato-Regione, il DM 77, il Metaprogetto caratterizzati dall’assoluta  invarianza, con documentazioni autoprotettive dello status quo normativo,  tanto distanti dalla realtà dei professionisti e degli assistiti che incrementano oltremodo  le contraddizioni storiche instabili e disfunzionali); 
4 – il medico autore/autonomo/leader della comunità.

Le prime 3 ipotesi hanno fatto emergere, nel dibattito, numerosi dubbi e criticità culminate nella disapprovazione della prescrizione calata dall’alto dai decisori pubblici in merito alla medicina amministrata.

La 4ᵃ ipotesi è stata quella meno dibattuta dalla comunità professionale (eccezion fatta per i suoi ideatori che hanno diffuso questo tipo di riforma in numerose pubblicazioni ed articoli). La sua applicazione concreta in ambito delle cure primarie è chiaramente alternativa al modello della medicina amministrata ma anche infinitamente meno onerosa economicamente, garantisce una prossimità facilmente realizzabili,  e’ in grado di stimolare il confronto anche  concorrenziale tra le varie AFT per quanto riguarda la  produzione di qualità ed  di innovazione assistenziale.  Con le seguenti diapositive si tenta di illustrare il sistema operativo  territoriale completamente pubblico basato sulla centralità del mmg medico/autore/ autonomo/leader dell’impresa comunitaria (welfare di comunità).



Bruno Agnetti
Centro Studi Programmazione Sanitaria (CSPS) FISMU, Regione Emilia-Romagna

03 Ottobre 2022

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