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Nessuno si salva da solo, neanche all’interno del Ssn 

di Francesca Moggi

17 MAG - Gentile Direttore,
se è vero che “nessuno si salva da solo”, questo è ancora più vero per un sistema come il Servizio Sanitario Nazionale, nel quale una “perturbazione” sul territorio verrà sempre ed inesorabilmente percepita anche a livello specialistico, e viceversa. Come MMG mi limito naturalmente a descrivere quelle che ritengo essere attualmente le più gravi criticità per la medicina generale, le quali si possono riassumere in 3 punti sostanziali. Non mi soffermerò sulle possibili soluzioni ai primi due, in quanto già ampiamente trattati da altri colleghi ed in varie occasioni prima di me; cercherò invece di proporre qualche traccia di possibili percorsi per superare il terzo ostacolo, che reputo il vero convitato di pietra del SSN.

I temi a mio avviso da affrontare con assoluta urgenza, al fine di migliorare non solo l’assistenza territoriale al paziente ma anche il SSN nella sua globalità, sono tre:
1) la burocrazia
2) la medicina difensiva
3) l’accesso indiscriminato al SSN

E’ fondamentale e doverosa premessa tenere da conto che gli MMG (assieme naturalmente a PLS e PS) non sono altro che il primo frangiflutti, la prima barriera contro cui si alzano i marosi delle necessità sanitarie del Paese, e che per quanto questi ne possano frangere una buona parte, più i marosi saranno alti e violenti più comunque ne arriveranno ondate anche sulle scogliere situate più oltre, ossia la diagnostica e la specialistica. Ritengo altresì che non sia possibile affrontare la carenza di medici - a fronte di una sempre maggior richiesta da parte della popolazione (se non altro per aumento progressivo ed inesorabile dell’età media) - intervenendo esclusivamente sul SSN ossia, nella fattispecie, sui medici e sull’organizzazione del lavoro dei sanitari.

1) Il primo punto, ossia l’urgenza di uno snellimento degli oneri burocratici, è forse il più sentito e il più invocato negli ultimi anni. Pensiamo ad esempio innanzitutto ai certificati INPS, poi alle note AIFA, ai codici esenzione, o ai piani terapeutici (questi ultimi sono un vero capolavoro di perversione: in pratica il MMG redigendo un piano terapeutico sta di fatto dando a se stesso il permesso di prescrivere un farmaco!) e a tanto altro che andrebbe se non abolito sic et simpliciter, quanto meno parecchio ridimensionato. La burocrazia è quasi sempre solo un fardello totalmente inutile: val la pena di ricordare che tra le torture psicologiche praticate dall’uomo su altri uomini nel corso della storia, c’è spesso stata quella di far svolgere alle vittime lavori privi di senso e di utilità.

2) Il secondo punto viene più raramente menzionato, ma non è certamente meno rilevante. La medicina difensiva nasce come conseguenza diretta del contenzioso medico-legale, ed è arcinoto che da sola provoca una pletora di richieste evitabili. D’altra parte il singolo medico ha tutte le ragioni di doversi tutelare, lavorando in un Paese che non ha ancora di fatto depenalizzato l’atto medico. Pertanto sarebbe non dico necessario ma addirittura indispensabile riformare la questione medico-legale in modo tale che il paziente veramente danneggiato mantenga il diritto al risarcimento, ma nel contempo il medico si senta maggiormente tutelato e non in balìa di denunce fin troppo facili. (A tal proposito apro una parentesi: verrebbe parecchio da ironizzare sul cosiddetto “rapporto fiduciario” voluto dall’ACN: ma che rapporto di fiducia c’è tra due persone, una delle quali si tutela continuamente – consciamente o inconsciamente – nei confronti dell’altra, che pure sta aiutando, ma dalla quale tuttavia teme sempre la coltellata alla schiena della denuncia???)

3) Infine c’è un terzo punto, che ben di rado viene preso in considerazione, e che tuttavia fa parte pienamente del problema. Se la popolazione continua ad avere un accesso non solo gratuito, ma anche illimitato e a totale discrezione dell’utenza, sia presso il MMG/PLS che il PS, si continuerà a favorire quello che è stato fino ad ora, vale a dire: non un uso, ma un abuso indiscriminato del servizio offerto dal SSN.

Chi lavora in questi due fronti, MMG/PLS e PS, sa molto bene quanti accessi siano assolutamente capricciosi ed evitabili. E’ nostro pane quotidiano. E allora se di riforma sanitaria e di educazione sanitaria si deve parlare, deve riguardare tutti, operatori sanitari e utenti-pazienti.
Qualora ci si chieda quali siano le possibili modalità per contenere gli accessi ingiustificati al SSN, i sistemi possono essere diversi – basta voler veramente contenere l’esubero della domanda – e ne citerò brevemente solo tre.

Una prima possibilità è il pagamento indiretto, con successivo rimborso da parte dello Stato: è un sistema già vigente in diversi stati europei e pur mantenendo la gratuità del SSN rende nel contempo il cittadino più responsabile e più consapevole del valore del bene di cui sta usufruendo.

Una seconda possibilità è quella di imporre un ticket irrisorio: anche un Euro sarebbe sufficiente a scoraggiare certi accessi al MMG ripetuti fino all’inverosimile.

Una terza via potrebbe essere quella della carta precaricata a punti: esattamente come una carta di credito, ogni utente avrebbe a inizio anno a disposizione un certo numero di punti proporzionale ad età e patologie, e “ricaricabile” in caso di nuova diagnosi durante l’anno stesso: ogni accesso a qualsivoglia medico, diagnosi o terapia del SSN dovrebbe avere un certo “valore” in punti da scalare dalla carta volta per volta. Chi li “spendesse” tutti prima della fine dell’anno senza aver motivi clinici che diano diritto alla ricarica della carta stessa, dovrà pagare gli accessi successivi. Quest’ultimo metodo oltre ad essere estremamente “smart”, consentirebbe anch’esso di salvaguardare l’assoluta gratuità limitando nel contempo le richieste di intervento medico non supportate da reali necessità cliniche.

Ora ho cercato di sintetizzare brevemente quelle che a me – ma sono convinta anche alla maggioranza dei miei colleghi – sembrano le problematiche più gravi e scottanti per la medicina generale oggi, e ho anche cercato di porre la questione in modo costruttivo proponendone alcune possibili soluzioni.
Naturalmente sappiamo tutti che non esiste un mondo perfetto e che qualsiasi cambiamento potrebbe portare nuove problematiche ad oggi sconosciute, ma sappiamo anche di certo che se non si farà qualcosa di urgente e concreto nelle direzioni qui accennate, il SSN non potrà che continuare il suo inesorabile ed inevitabile naufragio.

Francesca Moggi

Medico di Medicina Generale Convenzionato SSN a Bibbiano (RE)



17 maggio 2024
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