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Il territorio abbandonato

02 MAG - Gentile Direttore,
i primi a proporre il tema del “territorio abbandonato” sono stati colleghi di Codogno, che si sono trovati per 2 settimane soli nel pieno della tempesta virale, pagandone il prezzo in termini di vite perdute. E’ seguito il documento dei Presidenti provinciali degli ordini dei Medici lombardi, quello dell’Ordine bresciano e degli ex direttori dei Dipartimenti di prevenzione; tutti hanno rimarcato “il mancato governo del territorio”, opinione condivisa da altri osservatori come il prof. Galli del Sacco di Milano. Passata la fase acuta dell’emergenza è arrivato il tempo della riflessione e del dibattito, evitando di scadere nella polemica contingente per un’emergenza che ha trovato tutti impreparati. Nel quadro generale spicca il caso della Lombardia dove l’epidemia ha raggiunto elevati livelli di diffusione e mortalità.
 
La scelta del quasi mercato
La politica sanitaria lombarda degli ultimi 20 anni, a differenza di altre regioni governate dalla stessa coalizione politica come il Veneto, ha aderito alle teorie del quasi mercato sanitario, imperniate su alcuni principi cardine: concorrenza tra enti accreditati regolata dalla regione, separazione tra strutture accreditate ed ATS acquirente e controllore, libera scelta del cittadino, parità tra pubblico-privato ed incentivazione della competizione tra erogatori per acquisire “fette di mercato”.

 
Il tentativo di riproporre le logiche concorrenziali sul territorio, ad esempio mettendo in antagonismo cure primarie ed ospedaliere per la presa in carico della cronicità, ha mostrato i limiti del quasi mercato e di una gestione centrata sulle cure ospedaliere. La “filosofia” del quasi mercato ha ispirato le politiche regionali, come dimostrano alcune scelte sintomatiche del disinteresse per le cure primarie, ad esempio la mancata attivazione delle le forme associative della Medicina Generale (MG) e l’abbandono del territorio con la chiusura dei presidi distrettuali.
 
La vicenda delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), previste dalla legge Balduzzi e mai attuate, è emblematica: secondo la riforma del 2012 le AFT dovevano favorire l’associazionismo dei medici e promuovere “in forma strutturata, obiettivi e percorsi assistenziali, strumenti di valutazione della qualità assistenziale, linee guida, audit e strumenti analoghi”. Le AFT infatti prevedevano l'integrazione tra Medici di MG e Medici di Continuità Assistenziale (MCA ex guardia medica) della stessa zona, al fine di migliorare l’efficienza dei servizi, la conoscenza reciproca, il coordinamento e la continuità assistenziale.
 
Proprio le AFT potevano diventare il braccio organizzativo dell'intervento emergenziale per arginare la pandemia, coinvolgendo i professionisti del territorio per l’assistenza domiciliare e il monitoraggio dei contagi con le dovute misure di prevenzione individuale. Invece MMG e MCA hanno affrontato il virus isolatamente, senza un efficace coordinamento, chiare direttive, adeguate protezioni pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane. Una radicata rete di AFT avrebbe potuto mobilitarsi per rispondere all’emergenza Covid-19, con modalità organizzative più pronte e appropriate rispetto alle tardive USCA.
 
L’abbandono del territorio
L’epidemia di COVID-19, al di là della drammatica sproporzione tra un picco di domanda su tutti i fronti e le oggettive difficoltà per farvi fronte, ha fatto venire al pettine i nodi problematici delle politiche regionali dell’ultimo decennio; i colleghi di Codogno hanno vissuto per primi sulla propria pelle l’abbandono in cui è stato lasciato il territorio.
 
Si è puntato sul principio della libera scelta e sulla concorrenza al ribasso tra medici usa-e-getta, se non accondiscendenti alle richieste dei “clienti”, più che sulla cooperazione professionale, nella convinzione di poter governare la rete territoriale con lo strumento della domanda-offerta di prestazioni e della concorrenza tra “erogatori”.
 
I MMG sono rimasti soli perchè tra loro e l'ospedale è mancata una struttura intermedia di collegamento per gestire l'emergenza sul territorio; un’organizzazione a rete dovrebbe supportare i servizi in difficoltà per favorire la risposta alle situazioni emergenziali. Nella riforma del 2015 era prevista la diffusione sul territorio dei Presidi Socio-Sanitari Territoriali (PRESST), cioè l'equivalente delle case della salute, ma sono rimasti sulla carta, tranne casi sporadici. Le AFT e i PRESST avrebbero potuto fronteggiare con efficacia la pandemia, venendo in aiuto alle strutture ospedaliere, sia nella fase acuta sia nel post-emergenza.
 
Questa drammatica esperienza ha posto in primo piano l’esigenza ridiscutere le politiche sanitarie rivolte al territorio, superando il concetto di quasi mercato, a partire dallo stallo della Presa in Carico della cronicità. L’ipotesi di affidare la gestione della sanità alla concorrenza a somma zero tra erogatori in competizione ha mostrato i suoi limiti e di riflesso ha rafforzato la necessità di tornare ad un’articolazione distrettuale che supporti la continuità dell’assistenza e l’integrazione per fronteggiare le situazioni emergenziali, al pari della cronicità.
 
La gestione delle cure primarie non richiede competizione tra comparti del SSN ma coordinamento tra i diversi livelli sistemici ed attori professionali. Lo choc della pandemia può essere l’occasione per ricostruire la comunità di pratica dei medici del territorio e per un cambiamento organizzativo che faccia leva sulle potenziali risorse delle cure primarie.
 
Hanno sottoscritto la lettera i seguenti MMG 
1. Dr.ssa Paola Astori, MMG, ATS di Brescia
2. Dr.ssa Marialuisa Badessi, MMG, ATS Brescia
3. Dr.ssa Floriana Bandera, MMG, ATS Brescia
4. Dr. Giuseppe Belleri, MMG, ATS di Brescia
5. Dr.ssa Cristiana Belloli, MMG, ATS Milano
6. Dr. Francesco Benincasa, MMG, ASL Torino
7. Dr. G.Luigi Bianchi, MMG, ATS Brescia
8. Dr. Mario Bonaccorsi, MMG, ATS Brescia
9. Dr. Francesco Bondioli, MMG, AT di Brescia
10. DR.ssa Giuliana Bondielli, MMG, ASL nor-dovest Toscana
11. Dr. Luigi Bonvini, MMG, ATS Brescia
12. Dr.ssa Iside Maria Bono, MMG in pensione, ATS Brescia
13. Dr.ssa Marina Bosisio, MMG, ATS Brianza
14. Dr.ssa Annamaria Bottanelli, MMG, ATS Brescia
15. Dr. Antonio Bravi, MMG, ATS Brescia
16. Dr.ssa Vincenza Briscioli, PLS, ATS della montagna
17. Dr. Antonio Casella, MMG, ATS Insubria
18. Dr. Roberto Cocconcelli, MMG, ATS Brescia
19. Dr.ssa Barbara Filisetti, MMG, ATS Brescia
20. Dr.ssa Bianca Fossati, MMG, ATS Brianza
21. Dr. Domenico Ghisleri, MMG, ATS Brescia
22. Dr.ssa Elena Loda, MMG, ATS Brescia
23. Dr.ssa Adriana Loglio, MMG in pensione, ATS Brescia
24. Dr. Andrea Mangiagalli, MMG, ATS Milano
25. Dr. Renato Mattina, MMG, ATS Milano
26. Dr. Stefano Melis, MMG, ATS Brescia
27. Dr. G.Franco Michelini, MMG in pensione, ATS Brescia
28. Dr. Giosuè Mignogna, MMG in pensione, ATS Brescia
29. Dr.ssa Giovanna Minissale, MMG, ATS Brescia
30. Dr.ssa Anna Moretti, MMG, ATS Milano
31. Dr. Giovanni Moretti, MMG in pensione, ATS Milano
32. Dr.ssa Anna Maria Moroni, MMG, ATS Brescia
33. Dr.ssa Erica Mutti, MMG, ATS Brescia
34. Dr.ssa Simonetta Pagliani, MMG in pensio-ne, ATS Milano
35. Dr. Ruggero Pansera, MMG, ATS Brescia
36. Dr.ssa Anna Pascarella, MMG, ATS Brescia
37. Dr.ssa Rossella Pelizzari, MMG, ATS Bre-scia
38. DR.ssa Paola Penza, MMG, ATS, Brescia
39. Dr. Giovanni Piazza, MMG in pensione, ATS Brescia
40. Dr. Ettore Pintossi, MMG, ATS Brescia
41. Dr.ssa Sara Portone, MMG, ATS Brescia
42. Dr. Tullio Radoani, MMG, ATS di Brescia
43. Dr. Roberto Richiedei, MMG, ATS Brescia
44. Dr.ssa Mariagrazia Riva, MMG, ATS Milano
45. Dr.ssa Patrizia Rodriguez, MMG, ATS Milano
46. Dr. Giorgio Rossini, MMG, ATS Brescia
47. Dr.ssa Mara Rozzi, MMG, ATS Brescia
48. Dr.ssa Francesca Samoni, MMG, ATS Brescia
49. Dr. Flavio Sinchetto, MMG, ATS Milano
50. Dr. G.Paolo Smillovich, MMG, ATS Brescia
51. Dr. Mauro Somaschi, MMG, ATS Brianza
52. Dr.ssa Ines Sparapani,,MMG, ATS Brescia
53. Dr. Erminio Tabaglio, MMG, ATS Brescia
54. Dr.ssa Caterina Taglietti, MMG, ATS Brescia
55. Dr.ssa Anna Vanzini, MMG, ATS Brescia
56. Dr. Luca M. Vezzoni, MMG, ATS Milano
57. Dr.Alessando Zadra, MMG, ATS d Brescia
58. Dr. Pierpaolo Zini, MMG, ATS Brescia
59. Dr.ssa Donatella Albini, ginecologa, Brescia
60. Dr.ssa .M.Grazia Fasoli, dirigente SERT in pensione, Brescia


02 maggio 2020
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