Covid-19 visto al MaCroScopio

Covid-19 visto al MaCroScopio

Covid-19 visto al MaCroScopio

Gentile Direttore,
la prima fase dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19 ha messo drammaticamente in evidenza come l'età, la presenza di malattie croniche e le comorbilità rappresentino i determinanti fondamentali non solo del rischio di infezione ma anche di evoluzione della malattia e della prognosi stessa. La pandemia sembra anche aver messo a nudo le debolezze di un’assistenza territoriale impreparata ad una presa in carico proattiva e non ancora pronta per la stratificazione individuale del rischio. Anche questo dà un valore ancora maggiore ad un progetto che già sostiene – con la valutazione e la disseminazione di materiali di aggiornamento e formazione – la gestione della cosiddetta Fase due.

Già oggi è disponibile sul sito del progetto MaCroScopio (Osservatorio sulle Malattie Croniche) promosso dalla Fondazione Ricerca e Salute (ReS) e dal Pensiero Scientifico Editore – una sezione bibliografica che raccoglie in maniera sistematica, usando le parole chiave “cronicità” e “covid-19”, i lavori pubblicati nelle maggiori riviste scientifiche. La risorsa viene aggiornata periodicamente ed è strutturata nelle seguenti sezioni: epidemiologia, raccomandazioni e linee guida, misura regolatorie, studi in corso, analisi dei costi del burden, strumenti di programmazione sanitaria, prospettive e punti di vista.

Sebbene nel decreto legge 17 marzo 2020 n.18, noto come decreto Cura Italia, sia previsto un rifinanziamento del SSN (+1,410 mld di euro nel 2020), è davvero difficile che possa incrociare tutta la domanda che proviene dalle aspettative dei pazienti cronici con comorbilità. Senza un modello strutturale di riassetto organizzativo regionale e locale che prenda in carico questi cittadini in maniera proattiva, evitando gli accessi al pronto soccorso e diminuendo i ricoveri evitabili, non si potrà garantire la sostenibilità del SSN. Da questo punto di vista, nel decreto Cura Italia è importante notare il potenziamento delle reti di assistenza territoriale con un finanziamento alle Regioni di 240 milioni di euro per il 2020 e l’istituzione delle unità speciali di continuità assistenziale (USCA) che devono essere implementate nella dimensione di un'unità ogni 50.000 abitanti.

Attualmente sono disponibili a livello nazionale, nelle Regioni e nelle singole ASL i dati di ogni singolo assistito, che vanno a costituire i cosiddetti flussi sanitari amministrativi, contenenti le informazioni sui ricoveri ospedalieri, sui farmaci prescritti e su tutte le prestazioni specialistiche e ambulatoriali erogate dal SSN. Questi dati rappresentano un patrimonio unico del servizio sanitario nazionale e regionale, che non trova analoghi riscontri per completezza e dimensioni nella realtà di altri Paesi. È necessario passare da un uso prevalentemente documentale dei dati ad una fase di interpretazione degli stessi ai fini della programmazione sanitaria e del processo decisionale: applicando metodologie riconosciute e validate, è possibile stratificare la popolazione di una Regione, di una ASL o di uno specifico territorio per i diversi livelli di complessità clinica, legati alla presenza di malattie croniche o multimorbilità. Conoscere nelle Regioni, nelle ASL e nei singoli territori quali e quanti sono i pazienti fragili per cronicità e multimorbilità corrisponde, per l’infezione da CoViD-19, a mappare la gran parte dei soggetti maggiormente a rischio di ospedalizzazione, complicanze polmonari gravi e prognosi negativa.

Inoltre, tali dati consentono anche di identificare la “pandemia” indotta da CoViD-19 sui pazienti fragili non-CoViD-19, incluse le conseguenze (complicanze, morbilità e mortalità) indotte dalla “rottura” della continuità assistenziale, a seguito della riduzione delle visite specialistiche, delle indagini di controllo e dei ricoveri ospedalieri determinati dalle misure di distanziamento sociale e dalla percezione delle strutture ospedaliere come luoghi di rischio (The Untold Toll — The Pandemic’s Effects on Patients without Covid-19 – N Engl J Med. 2020 Apr 17).
 
Favorire maggiore conoscenza e cultura sulle questioni riguardanti la cronicità, armonizzare le politiche regionali sollecitando coerenza tra diversi approcci e modelli organizzativi, incentivare il coinvolgimento di professionisti, cittadini e familiari, introdurre e valutare le soluzioni di digital health e digital therapeutics: ecco le principali linee di indirizzo del progetto MaCroScopio prima citato.

Sulla gestione territoriale della cronicità si gioca la tenuta economica e strutturale dell’intero Servizio Sanitario Nazionale ed è necessario ripensare ruoli, responsabilità, percorsi assistenziali e modelli organizzativi. Serve, per questo, una riflessione comprensiva che metta a confronto il punto di vista di tutti gli attori del Sistema sanitario: i cittadini, i clinici e i professionisti sanitari, i ricercatori e gli epidemiologi, le imprese che lavorano nella comunicazione della salute e nel settore farmaceutico e della healthcare, i decisori politico-sanitari. Solo un confronto aperto e trasparente può promettere – se non garantire – il cambiamento necessario e non più rinviabile della Sanità del nostro Paese.
 
Nello Martini
Presidente della Fondazione Ricerca e Salute (ReS)

11 Maggio 2020

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