Bene Piano triennale fabbisogno personale in Umbria. Ma serve il Piano Socio-Sanitario

Bene Piano triennale fabbisogno personale in Umbria. Ma serve il Piano Socio-Sanitario

Bene Piano triennale fabbisogno personale in Umbria. Ma serve il Piano Socio-Sanitario

Gentile direttore, è positiva l’approvazione da parte della Giunta regionale, dei Piani triennali del fabbisogno del personale delle Aziende sanitarie, e la scelta di collocare il tetto di spesa al massimo consentito dalla legge.

Gentile direttore,
è positiva l’approvazione da parte della Giunta regionale, dei Piani triennali del fabbisogno del personale delle Aziende sanitarie, e la scelta di collocare il tetto di spesa al massimo consentito dalla legge.

Investire sul personale è indispensabile. Significa investire sulla qualità dell’assistenza, sulla riduzione delle liste d’attesa e sul rafforzamento del Servizio sanitario regionale.

È però necessario ricordare che il Piano triennale (con revisione annuale) del fabbisogno del personale, costituisce uno strumento di programmazione organizzativa e finanziaria obbligatorio per legge (PIAO DL 80/2021). Esso autorizza il fabbisogno di personale e le relative risorse, ma non coincide automaticamente con le assunzioni che saranno effettivamente realizzate. E in effetti in passato non è mai coinciso, per motivi diversi.

Tra questi ha assunto, e assume, particolare rilievo la programmazione sanitaria. Ed è quella che ancora manca in Umbria.

La Regione ha approvato il Piano del personale senza che sia stato ancora definito il nuovo Piano Socio-Sanitario Regionale. È proprio questo il documento necessario per delineare la visione complessiva del Servizio sanitario regionale: dove investire, quale rete ospedaliera e territoriale costruire, quali servizi rafforzare, quali professionalità sviluppare e quale modello organizzativo adottare per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini.

Senza un Piano Socio-Sanitario si rischia di programmare il personale in funzione delle esigenze contingenti delle singole aziende, anziché sulla base di un progetto organico di sviluppo della sanità umbra.

Il Piano del fabbisogno del personale è efficace se all’interno di questa cornice. 

La definizione del piano sociosanitario è quindi urgente e la sua responsabilità è in capo a tutta la coalizione di maggioranza. Non può essere delegata ad un cerchio ristretto privo di ruolo e responsabilità politica, o alla struttura tecnica dell’assessorato.

Esso rappresenta la decisione più squisitamente politica e più rilevante di tutta la legislatura in quanto definisce il modello di sanità che la Regione intende realizzare per i cittadini nei prossimi anni. 

I ritardi del PSS, l’esperienza di questi mesi e la necessità di strutturare rapidamente il modello organizzativo, ha inoltre fatto maturare la consapevolezza in molte forze politiche di maggioranza della necessità di avere un assessore dedicato esclusivamente alla sanità.

È veramente singolare che il principale asset della regione, la sanità, che impiega quasi l’80% delle risorse sia privo di una forte guida politica dedicata capace di assumere decisioni strategiche e di seguirne l’attuazione con continuità.

Le ambiguità, la navigazione incerta, le contraddizioni e alcune proposte oscene, come la USL unica, sono espressione di queste carenze e vanno sanate.

La qualità della sanità umbra non dipenderà soltanto dal numero delle assunzioni teorizzate, ma soprattutto dalla capacità di costruire un Servizio sanitario moderno, attrattivo, efficiente e fondato su una chiara visione politica.               

Nicola Preiti
Medico
Healthcare expert

13 Luglio 2026

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