Borse specializzazione. Ecco i numeri veri del fabbisogno

Borse specializzazione. Ecco i numeri veri del fabbisogno

Borse specializzazione. Ecco i numeri veri del fabbisogno

Gentile Direttore,
dopo la dichiarazione del Ministro Speranza su un imminente “considerevole” aumento del numero di borse di specializzazione, si apprende che molto probabilmente l'aumento sarà di soli 900 borse per il prossimo concorso 2020. Un aumento risibile che fa storcere il naso per tre motivi in particolare.
 
Il primo è che arrivando a 8.900 borse (8.000 contratti statali finanziati per il concorso 2019 + le 900 ) saremo ancora lontani dal gap degli 11.500 contratti che altro non sono se non la massima capacità formativa dell’attuale sistema di formazione universitario-centrica, ovvero delle scuole di formazione accreditate secondo il DM 402/2017 (recante la “Definizione degli standard, dei requisiti e degli indicatori di attività formativa e assistenziale delle Scuole di specializzazione di area sanitaria").
 
Mancano quindi 2.600 contratti per questo obiettivo che verrà raggiunto nel 2023, stando alla legge di bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019.
 
Il secondo è che comunque saremo lontani dalla capacità di assorbire i medici nell’imbuto formativo, contingente di 9.000 camici grigi che tenderà ad aumentare a causa del massiccio ingresso di iscritti a medicina degli scorsi anni, e siamo lontani perché l’orizzonte legislativo, che possa portare all’attuazione di una riforma della specializzazione in cui il medico in formazione specialistica possa sostenere la parte formativa pratica anche negli ospedali non universitari, si è arenato. C’è ancora la volontà politica di riformare il sistema delle specializzazione? 
 
Il terzo è che, nonostante il problema delle borse abbandonate sia stato “preso in visione” e si sia già messa una toppa (leggere bando 2019 per conferma), questo fenomeno continua a sottrarre circa 500 borse all’anno e non ci sono ancora soluzioni strutturali per arginarli o governarlo. Le borse abbandonate fanno aumentare l’imbuto formativo e fanno ridurre il numero di specialisti disponibili aumentando la carenza del personale sanitario medico. Non è più un fenomeno su cui tergiversare.
 
Ma torniamo al primo punto, cioè alle regole attuali che tengono in piedi il sistema di formazione specialistica e chiediamoci di quante risorse abbiamo bisogno per raggiungere il target 11.500 (unico obiettivo concretamente realizzabile nel breve periodo, ovvero nel prossimo concorso di specializzazione).
 
Se andiamo a leggere il comma 521 della legge di bilancio 2019 andremo a vedere come l’aumento delle 900 borse, altro non sia che un aumento preannunciato di risorse crescenti che verranno destinate al sistema di formazione per arrivare a “Quota 100 Milioni” di euro nel 2023/2024.
 
Il precedente governo ha messo sul piatto per il 2019 ben 22.5 milioni di euro (900 borse dello scorso anno) a cui si aggiungeranno altre 900 quest’anno (45 milioni) a cui se ne aggiungeranno altre 900 per il 2021 (68.400 milioni) e altre 900 nel 2022 e 2023 fino a colmare quegli 11.500 contratti di formazione ma solamente nel 2023, ovvero con una disponibilità – a fine percorso formativo – di 11.500 specialisti nel 2030 quando oramai sarà troppo tardi per un ricambio generazionale degli ospedali.
 
Ma il momento di aumentare le risorse per raggiungere quota 11.500 contratto è oggi. Non nel 2024.
 
Quante risorse mancano quindi sul piatto? Mancano 136 milioni di euro da distribuirsi in 3 anni. 
• 68.5 milioni nel 2020 per 2700 contratti in più rispetto agli attuali45 milioni nel 2021 per 1800 contratti in più rispetto ai fondi messi già a bilancio
• 22.5 milioni nel 2022 per 900 contratti in più e per garantire gli 11.500 contratti
• 0 milioni nel 2023 in quanto abbiamo già risorse messe a bilancio sufficienti
 
Totale: 136 milioni di euro. Riusciremo a trovarli?
 
I Membri del Consiglio Direttivo Associazione Liberi Specializzandi

10 Dicembre 2019

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