Caso Triptorelina, il benessere dei pazienti va gestito sulla base delle conoscenze scientifiche attuali

Caso Triptorelina, il benessere dei pazienti va gestito sulla base delle conoscenze scientifiche attuali

Caso Triptorelina, il benessere dei pazienti va gestito sulla base delle conoscenze scientifiche attuali

Gentile direttore,
in risposta alle affermazioni dei ministri della famiglia e della salute su Quotidiano Sanità relative al caso Triptorelina, anche denigratorie rispetto alle richieste delle associazioni di persone gender variant e dei loro parenti, ma soprattutto in risposta alle affermazioni generiche del sottosegretario Gemmato sull’abbandono del modello affermativo in altri Paesi (in risposta alla risoluzione di Zanella e Madia alla Commissione Affari Sociali della Camera), vogliamo come AMIGAY aps (operatori sanitari LGBTI e friendly) fornire attraverso nostre diapositive (allegate) delle informazioni agli operatori sanitari e non che ci leggano e loro precisare che:

1) Solo l’Inghilterra ha sospeso le nuove prescrizioni di bloccanti della pubertà e solo in attesa dell’analisi dei dati sulla sicurezza a lungo termine raccolti nei loro due centri (che verranno pubblicati probabilmente a Dicembre).

2) Non mancano certo in letteratura scientifica dati a supporto dell’uso della Triptorelina nei minori gender variant, come spiegato anche dalla lettera del nostro Presidente AMIGAY aps.

3) Intanto i minori gender variant inglesi che già assumevano bloccanti della pubertà continueranno ad assumerli senza problemi, per loro scelta e per la durata minima necessaria, come previsto dal protocollo.

Inoltre volevamo rassicurare la comunità politica che ha sollevato la questione della mancanza di linee guida italiane dell’ISS sull’incongruenza di genere, in realtà estensore di studi specifici e di un sito dedicato www.infotrans.it, sul fatto che i pediatri ed endocrinologi pediatrici italiani seguono le linee guida internazionali (SOC-8) aggiornate al settembre 2022 dell’ associazione mondiale di professionisti della salute transgender.

È al contrario assurdo pretendere di ancorare l’uso del farmaco ai criteri della nota AIFA 2019 nata al di fuori di qualunque esperienza scientifica valida e che invece viola o contraddice quanto sappiamo essere utile oggi, grazie agli studi internazionali, riportati da SOC-8.

Bisogna soprattutto chiarire che le suddette linee guida prevedono delle condizioni molto stringenti per la prescrizione dei bloccanti della pubertà, che quindi non vengono prescritti in maniera anarchica in Italia proprio come non lo sono negli altri Paesi.

I criteri per la prescrizione della Triptorelina richiesti nella determina AIFA del 25 febbraio 2019 sono invece anacronistici poiché sono richieste:
• Stabilizzazione di eventuali psicopatologie associate o problematiche mediche potenzialmente interferenti con l’iter diagnostico o terapeutico della disforia di genere;
• Mancata efficacia dell’assistenza psicologica, psicoterapeutica o psichiatrica.

Nel primo caso sappiamo che molte psicopatologie possono essere stabilizzate perfino più velocemente con l’accesso alle terapie ormonali affermative.

Nel secondo caso dobbiamo denunciare che la legge richiede di fatto una psicoterapia riparativa finalizzata alla modifica dell’identità di genere, che sappiamo essere pericolosa per la salute mentale e fisica dei minori gender variant (Nota WPA 2016).

La determina AIFA 2019 risulta ovviamente retrograda rispetto all’ introduzione della classificazione internazionale delle malattie ICD-11 in vigore dal 2020 e anche rispetto alle linee guida internazionali SOC-8 in vigore dal 2022, ma non prende nemmeno in considerazione i parametri di SOC-7 ed ICD-10 o appunto della Nota WPA 2016.

Una determina AIFA non può scotomizzare le conoscenze scientifiche internazionali!

Il benessere dei pazienti va gestito sulla base delle conoscenze scientifiche attuali e non secondo criteri aleatori.

Riteniamo questa precisazione fondamentale poiché modelli riparativi cioè che tentano di modificare l’orientamento sessuale o l’identità di genere non sono etici, sono dannosi e le famiglie dei minori gender variant, oggi preoccupate a loro volta dall’atteggiamento di questo governo, devono sapere come indirizzarsi secondo criteri scientifici (ed umani) piuttosto che inseguire i fantasmi della politica.

Vi preghiamo di approfondire quanto descritto attraverso le diapositive allegate, della lezione tenuta dal sottoscritto per una ADE presso la scuola di Medicina e Chirurgia di Napoli Federico II.

Dott. Luca Bruno
Specializzando in Endocrinologia
Socio AMIGAY aps

05 Aprile 2024

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