Covid. In campo anche i Medici Ca e della Medicina dei Servizi

Covid. In campo anche i Medici Ca e della Medicina dei Servizi

Covid. In campo anche i Medici Ca e della Medicina dei Servizi

Gentile Direttore,
in un momento di emergente difficoltà, di parole erranti che rischiano di non avere una voce, bisogna evitare che la sofferenza resti inespressa. “E’ tempo che la pietra accetti di fiorire, che l’affanno abbia un cuore che batte” diceva Paul Celan con le sue parole in cerca di luce. In questa pandemia, con tutte le sue vere priorità sociali, la parola che più d’ogni altra vuole risplendere è senza dubbio “partecipazione”, una univoca manifestazione di dialogo tra cittadini, operatori sanitari e politici.

Venerdì 12 marzo si è riunito il Comitato Regionale del Lazio per la Medicina generale: all’ordine del giorno l’auspicata proposta di Accordo per “la partecipazione dei medici di Continuità Assistenziale (CA) e della Medicina dei Servizi (MdS) alla campagna di vaccinazione anti SARS-COV-2”. Dopo le criticità che lo SMI aveva segnalato, a livello nazionale e regionale, questi due settori fondamentali della Medicina generale hanno ora la possibilità di offrire il proprio impegno nella campagna vaccinale anti-covid. La tenacia dello SMI Lazio è stata ripagata dalla rinverdita capacità di ascolto della parte pubblica e dal solerte sostegno di sigle sindacali che condividono il ruolo inclusivo di ogni singolo medico afferente all’area della Medicina generale, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi riconosciuti al SSN.

Le proposte organizzative, funzionali e contrattuali che lo SMI Lazio ha suggerito sono state pienamente accolte e ciò ha consentito la sottoscrizione dell’Accordo. I medici di CA e della MdS, nell’ambito di attività inerenti l’emergenza pandemica, possono lavorare fianco a fianco con gli stessi compiti, gli stessi strumenti organizzativi e i medesimi profili contrattuali nei centri vaccinali che le ASL dovranno implementare. Diamo qualche dettaglio tecnico. Ricordando che i compensi di CA e MdS sono assimilati a lavoro dipendente, dal punto di vista fiscale, le relative attività non possono essere remunerate a prestazione (secondo l’analogo Accordo con i medici di Assistenza primaria) e sono invece quantificate in quota oraria. In base alle norme europee, i medici interessati avranno un monte orario settimanale di 48 ore, stabilito come somma degli incarichi professionali compatibili.

Il compenso orario è di 32 euro/ora (definito dai vigenti ACN e AIR) per le attività svolte nei centri aziendali, a cui si aggiungono i compensi per i vaccini somministrati a domicilio (18,90 euro per singolo accesso). 

L’adesione dei medici è su base volontaria. E’ importante sottolineare come lo SMI abbia colto l’occasione di esortare la Regione Lazio a migliorare e garantire le condizioni professionali di tutti i medici di Assistenza primaria che hanno già dato, o daranno in seguito, disponibilità a svolgere le attività vaccinali presso sedi aziendali piuttosto che nei propri studi o sedi associative (UCP).

Questo ulteriore traguardo, con tutto l’impegno che lo SMI Lazio ha profuso in queste ultime settimane, è un successo dal punto di vista umano prima ancora che professionale: questo Accordo non modifica il mondo della Medicina generale, pur sottraendolo al “buio poetico” di taluni autori, ma cambia il modo di essere-medico in questo prezioso ambito professionale.

Voglio rivolgere un personale saluto ai Dirigenti regionali che hanno saputo fare sintesi delle diverse richieste pervenute dalle OO.SS. nella fase preliminare: Chi dispone di parole e non si nega al dialogo troverà sempre le parole più appropriate per farsi comprendere.

Ermanno De Fazi
Vice-segretario Smi-Lazio

16 Marzo 2021

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