Deroga iscrizione Ordine. Due pesi e due misure

Deroga iscrizione Ordine. Due pesi e due misure

Deroga iscrizione Ordine. Due pesi e due misure

Gentile Direttore,
esattamente un anno fa, la popolazione delle professioni sanitarie esultava davanti un traguardo atteso da più di venti anni! Tutti i sacrifici ed i percorsi tortuosi  che hanno caratterizzato questo ultimo ventennio,  venivano ricompensati da un riconoscimento che ha  reso pari dignità professionale a tutte quelle figure che fin dagli anni novanta hanno affrontato percorsi universitari  faticosi per arrivare ad un titolo riconosciuto.
 
Ottenuto l’ambito  titolo, “ in nome della legalità”, la corsa all’apertura della partita iva che lo ha reso  fiscalmente attivo e fruitore delle casse dello stato, l’R.C. professionale perché le norme impongono  la tutela del cittadino e dello stesso; l’acquisizione dei crediti, perché un professionista sanitario deve investire nell’aggiornamento  sempre a tutela del cittadino ed infine l’iscrizione all’ordine, per continuare il proprio lavoro su cui si è investito tempo e denaro. In tutti questi anni si è anche assistito alla caccia all’abusivo, che per  legge pone in una posizione di illegalità e fisiologicamente perseguibile penalmente, colui che esercita senza un titolo riconosciuto.
 
La riflessione, davanti a tutto questo è: perché lo stesso legislatore che ci ha imposto il rispetto della legge oggi premia chi ha svolto una professione sanitaria senza titolo “da almeno 36 mesi”,  chi non ha dovuto investire tempo e denaro nei percorsi universitari, chi non ha dovuto aggiornarsi come la legge impone e chi non si è affrettato ad iscriversi all’ordine  che ha imposto il pagamento  di un anno pur essendo iscritto da 5 mesi!  Duecento cinquantamila professionisti sanitari beffati dalla legge!
 
E ancora ci si chiede perché si tutela solo l’abuso di determinate professioni sanitarie piuttosto di altre?  Dove sta la differenza tra l’abuso della professione di Igienista Dentale e l’abuso della professione di Odontoiatra, visto che la legge è uguale per tutti gli abusi di professione?   Al legislatore forse sfugge il dato concreto che vi è una popolazione di abusivi che svolgeva la professione da anni e che basta trovare chi certifica il suo operato per acquisire il diritto di entrare all’ordine a testa alta.
 
Assisteremo ad una serie di ricorsi di chi ha pagato per la sua illegalità e questo sarà il risultato di una legge contraddittoria e incostituzionale avallata da un governo che finge  tutelare  il cittadino, il paziente ed infine l’operatore sanitario. Si potrebbe supporre per questi operatori dare una deroga per regolarizzare la loro posizione affinché la loro entrata all’ordine possa essere equiparata a tutti gli operatori sanitari che hanno affrontato un percorso formativo, ritenuto per legge, l’unico che lo autorizzi ad esercitare la professione.
 
L’Unione Nazionale Igienisti Dentali, invita il Ministro Grillo e la Parlamentare Lorefice a porre rimedio a quanto è scritto nel comma 283bis che per come si evince, autorizzerebbe  l’esercizio della professione sanitarie, solo in virtù di esperienza e questo  stravolgerebbe i percorsi formativi di tutte le professioni sanitarie.
 
Dott.ssa Rita Coniglio
Segretario Nazionale Unione nazionale igienisti dentali (Unid)
Direttivo Nazionale Unid

28 Dicembre 2018

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