Dopo la legge sul comparto unico, alla Sardegna serve un contratto integrativo regionale per la dirigenza sanitaria 

Dopo la legge sul comparto unico, alla Sardegna serve un contratto integrativo regionale per la dirigenza sanitaria 

Dopo la legge sul comparto unico, alla Sardegna serve un contratto integrativo regionale per la dirigenza sanitaria 

Gentile Direttore,
nel mio intervento del 5 settembre, da Lei pubblicato su Quotidiano Sanità, avevo evidenziato come in Sardegna la crisi della professione medica stia assumendo un carattere strutturale, aggravata dall’isolamento geografico e dall’assenza di strumenti specifici per rendere il nostro sistema sanitario attrattivo.

L’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio regionale della legge sul comparto unico e sull’ARAN Sardegna rappresenta oggi un passaggio decisivo: la Regione ha finalmente riconosciuto la necessità di una governance unitaria del pubblico impiego e di una propria agenzia di contrattazione.

Ora è necessario dare seguito concreto a questa riforma.
Come CIMO Sardegna, chiediamo che venga attribuita ad ARAN Sardegna la competenza a discutere e stipulare un contratto integrativo regionale per la dirigenza sanitaria, che:

• non sostituisca, ma integri e rafforzi la contrattazione nazionale;
• consenta di introdurre indennità regionali aggiuntive per valorizzare la professionalità dei dirigenti medici e sanitari;
• e permetta di compensare le condizioni di disagio e insularità, premiando chi sceglie di lavorare nei presidi periferici e nelle aree interne.

Questo percorso appare ancor più legittimo se si considera che la Sardegna finanzia interamente con risorse proprie il proprio Servizio Sanitario Regionale, senza oneri a carico dello Stato.
Proprio per questo, la Regione deve poter esercitare una piena autonomia gestionale e contrattuale, destinando parte delle proprie risorse a politiche retributive mirate e coerenti con le specificità territoriali.

Un contratto regionale integrativo darebbe alla Sardegna la possibilità di ridurre la distanza economica e motivazionale che oggi separa il nostro sistema sanitario da quello delle altre regioni, intervenendo in modo strutturale sul problema dell’attrattività e della stabilità del personale.

Il riconoscimento di tale competenza ad ARAN Sardegna sarebbe il naturale completamento del percorso avviato con la legge sul comparto unico, e un atto di responsabilità verso i cittadini sardi, che hanno diritto a un servizio sanitario efficiente e a professionisti adeguatamente valorizzati.

Emanuele Cabras
Delegato Aziendale
CIMO Arnas Brotzu – Cagliari

09 Ottobre 2025

© Riproduzione riservata

Sardegna. Ospedali aree disagiate, 5 milioni di euro per sostenerli
Sardegna. Ospedali aree disagiate, 5 milioni di euro per sostenerli

La Giunta regionale della Sardegna ha approvato la ripartizione, per l'anno 2026, dei 5 milioni di euro del Fondo per le Indennità Regionali Aggiuntive (IRA), destinato a sostenere l'operatività dei...

Le politiche sanitarie “basate sull’evidenza”
Le politiche sanitarie “basate sull’evidenza”

Gentile Direttore,il 10 Luglio scorso presso l’aula magna del Rettorato dell’Università Sapienza di Roma si è svolto l’evento GIMBE 30 “Diritto alla Salute e Sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale: La...

Perché la medicina generale non è più attrattiva. Evidenze e proposte
Perché la medicina generale non è più attrattiva. Evidenze e proposte

Gentile Direttore,il problema dell'attrattività della professione del medico di medicina generale (mmg) è ormai documentato dai dati: il calo della partecipazione ai concorsi per l'accesso al Corso di formazione, la...

Le linee guida Agenas per le Case della Comunità: il libro dei sogni ha 66 pagine e nessun organico
Le linee guida Agenas per le Case della Comunità: il libro dei sogni ha 66 pagine e nessun organico

Gentile Direttore,Snami Emilia-Romagna non contesta il lavoro in équipe, che pratichiamo ogni giorno. Contestiamo il metodo delle Linee di indirizzo Agenas: scrivere il regolamento della squadra prima di verificare quanti...