Crisi del personale medico, cosa sta facendo la Sardegna e cosa deve ancora fare  

Crisi del personale medico, cosa sta facendo la Sardegna e cosa deve ancora fare  

Crisi del personale medico, cosa sta facendo la Sardegna e cosa deve ancora fare  

Gentile Direttore,
ho letto con grande interesse la lettera del Presidente Guido Quici del 2 settembre. Condivido la sua analisi: lo scenario che descrive è quello che viviamo, in maniera amplificata, in Sardegna.

Qui la crisi del personale medico è ormai strutturale: ospedali e pronto soccorso in affanno, territorio fragile, fuga dei giovani professionisti verso altre regioni o all’estero. La sensazione diffusa è quella di lavorare senza tutela, senza prospettive e senza un riconoscimento adeguato.

In questo contesto, guardiamo con attenzione alla proposta di legge n. 68/2025 ora in discussione in Consiglio regionale, che mira a istituire il comparto unico di contrattazione collettiva della Regione e degli enti locali. È un’iniziativa importante, che riconosce la necessità di superare frammentazioni e di garantire maggiore equità nel pubblico impiego.

Ma se questo ragionamento vale per i dipendenti regionali e degli enti locali, allora è giunto il momento di aprire anche in Sardegna il dibattito su un comparto unico della dirigenza, che consenta di equiparare i trattamenti dei medici delle ASL sarde a quelli dei dirigenti regionali. Solo così potremo restituire dignità e attrattività alla professione medica, garantendo al contempo stabilità al nostro sistema sanitario.

Difendere i medici, come ricorda Quici, non significa difendere una corporazione, ma tutelare i cittadini e il futuro del Servizio sanitario nazionale. Per questo chiediamo che anche in Sardegna si apra un confronto serio e partecipato, partendo proprio dall’occasione offerta dalla discussione della PL 68/2025.

Cordiali saluti,

Emanuele Cabras
Delegato Aziendale CIMO Arnas Brotzu, Cagliari

05 Settembre 2025

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