Dpc, vantaggiosa sì o no? Serve una risposta su metodologie inattaccabili

Dpc, vantaggiosa sì o no? Serve una risposta su metodologie inattaccabili

Dpc, vantaggiosa sì o no? Serve una risposta su metodologie inattaccabili

Gentile Direttore, ho avuto modo di apprezzare le osservazioni di carattere tecnico-metodologico formulate dalla Prof.ssa Erika Mallarini sul suo giornale (Spesa farmaceutica, facciamo chiarezza – 27 febbraio 2026)...

Gentile Direttore,
ho avuto modo di apprezzare le osservazioni di carattere tecnico-metodologico formulate dalla Prof.ssa Erika Mallarini sul suo giornale (Spesa farmaceutica, facciamo chiarezza – 27 febbraio 2026) in riferimento al Dataroom pubblicato sul Corriere della Sera il 23 febbraio scorso, titolato “Big Pharma e farmacie. Il regalo a spese di tutti”.

Come ha sottolineato la Corte dei Conti, la tenuta del SSN non dipende solo da quanti soldi ci sono, ma anche da come vengono spesi. Nel contempo, scrive Mallarini, “in materia di salute pubblica, il rigore analitico non è un esercizio accademico, ma una responsabilità etica”.
Di conseguenza ritengo sostanziale e non rinunciabile la precisione, la qualità e l’oggettività documentata delle informazioni offerte ai cittadini, a tutti i livelli, da ogni fonte.

Il Ministero della Salute ha deciso che alcune categorie di farmaci, di forte impatto sulla spesa del SSN, dovevano utilizzare il canale della distribuzione convenzionata anziché il canale della distribuzione per conto (DPC), come avvenuto fino ad allora, entrambi attraverso le farmacie convenzionate ma, nel primo caso, acquistati dalle farmacie, nel secondo, acquistati dalle Regioni o dalle ASL tramite gara pubblica.

Le glifozine rappresentano il primo gruppodi farmaci transitati da una modalità di distribuzione all’altra: allo stato attuale l’aspetto che interessa non è rappresentato dalla variazione della spesa per questi farmaci, ma appurare se la decisione del cambio del canale distributivo comporta o meno un vantaggio per il SSN.

Per valutare i due scenari è assolutamente corretto tener conto esclusivamente delle determinanti comparabli e significative. Cito ancora la Prof.ssa Mallarini:”il punto metodologico è che l’esito dell’analisi dipende dalla corretta costruzione del cosiddetto controfattuale, ossia dalla stima di quanto si sarebbe speso nello stesso periodo se il sistema precedente fosse rimasto in vigore”.

Quindi ritengo che una risposta possa essere ottenuta compiutamente attraverso:

  • La determinazione di un intervallo di tempo sufficientemente ampio con lo scenario distribuzione per conto DPC e di un analogo periodo con lo scenario distribuzione convenzionata.
  • La determinazione dei volumi medi (parità di consumi) e del costo unitario medio per entrambi gli scenari. Questi dati sono estrapolabili dai piani terapeutici, vincolanti nel periodo dello scenario DPC, e dalle distinte contabili delle farmacie, nel periodo dello scenario distribuzione convenzionata
  • In merito alla remunerazione delle farmacie, si dispone del valore medio, ponderato per volumi, delle singole regioni, per lo scenario DPC, e del valore fisso sul territorio nazionale per la convenzionata
  • Viene posta attenzione ad evitare la confusione tra distribuzione diretta tramite ospedale e distribuzione per conto DPC tramite farmacie, attenzione che rende praticamente trascurabile la problematica dell’accessibilità al farmaco
  • Trattandosi di distribuzione tramite le farmacie in entrambi gli scenari, si possono considerare sovrapponibili i costi fissi organizzativi
  • In considerazione della omogeneità delle determinanti prese in esame il mancato pagamento del payback da parte dell’industria, a seguito del tarsferimento della spesa dal capitolo acquisti diretti (scenario DPC) al capitolo spesa convenzionata, deve essere conteggiato come elemento di costo conseguente alla scelta di optare per la distribuzione convenzionata

Come non è accettabile una valutazione, e una conseguente informazione, non basata su un rigore analitico trasparente e incontestabile, non è parimenti accettabile un’informazione giornalistica che si documenta, cito nuovamente Mallarini “attraverso sintesi e semplificazioni (che possono) alterare i presupposti metodologici o attribuire causalità non dimostrate”.

Da un lato il Ministero fa appello alla fiducia, ammonendo che chi contesta i dati AIFA dubita dell’intero sistema pubblico di controllo, ma contestualmente non definisce adeguatamente la metodologia adottata per sostenere un risparmio del SSN nella fattispecie del cambio di canale di distribuzione delle glifozine.

Da un altro lato una vicenda giornalistica di forte impatto mediatico che risente della difficoltà di tradurre in termini accessibili fenomeni gestionali particolarmente complessi.

Da un altro lato, ancora, le osservazioni ineccepibili di carattere tecnico-metodologico della SDA Bocconi per voce della Prof.ssa Mallarini.

E’ a mio parere indispensabile, ora, disporre di conclusioni basate su metodologie inattaccabili, in grado di rispondere ad una precisa domanda: la distribuzione in farmacia di alcune categorie di farmaci tramite il canale convenzionato rappresenta un vantaggio economico per il SSN rispetto alla distribuzione in farmacia tramite il canale della DPC? La risposta non può che essere un SI o un NO, corredato da un semplice valore percentuale preceduto dal segno + o dal segno -.

Così possiamo fare le moltiplicazioni. E capire.



Luigi Giuliani
Ex Farmacista Ospedaliero

02 Marzo 2026

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