Emergenza Territoriale. Snami: “Quando parleremo di competenze e finiremo la battaglia dei titoli?”

Emergenza Territoriale. Snami: “Quando parleremo di competenze e finiremo la battaglia dei titoli?”

Emergenza Territoriale. Snami: “Quando parleremo di competenze e finiremo la battaglia dei titoli?”

Gentile Direttore,
Non possiamo che apprezzare, condividere e sostenere le perplessità che i colleghi Anestesisti Rianimatori di AAROI EMAC –SIARED- SIAARTI hanno sollevato rispetto al bando emesso dall’Ares Lazio. Come Sindacalisti che rappresentano medici 118, per lo più convenzionati ma con ogni sorta di estrazione formativa, dobbiamo constatare la difficoltà del doversi confrontare con una normativa concorsuale che prevede tabelle di equipollenza e affinità originariamente calibrate sulle attività di pronto soccorso e medicina d’urgenza e non sul 118, ove storicamente operano più che altro medici convenzionati ed anestesisti rianimatori dipendenti. 
 
L’emergenza territoriale ed il pronto soccorso sono attività affini piuttosto che equipollenti, tanto è vero che per lo svolgimento della prima fu originariamente studiato un apposito percorso di formazione che ad oggi è disomogeneamente applicato sul territorio nazionale, mentre per la seconda le equipollenze e affinità sono decisamente ampie. L’ambiente del pronto soccorso e’ un setting piu’ protetto rispetto a quello territoriale, consente a tanti colleghi che non hanno avuto un’esperienza specifica di emergenza, di lavorarvi e formarsi una volta superato il concorso per Medicina e Chirurgia d’ Accettazione e Urgenza, potendosi in molti casi affiancare ad altri colleghi tra cui anche gli Anestesisti Rianimatori, che rimangono una figura chiave nella gestione del paziente critico.
 
L’ambiente extra ospedaliero al contrario è un luogo ostile nel quale sappiamo bene quanto sia difficile operare: manca il supporto fisico di altre figure, serve siano coniugate conoscenze teoriche ed abilità pratiche peculiari. Queste in tanti casi non possono che essere acquisite con la frequenza e l’affiancamento a medici anestesisti rianimatori a cui dobbiamo tanto del Know How che oggi l’emergenza possiede. Cosa accade invece? La normativa concorsuale esclude di fatto questi professionisti realmente in possesso delle competenze cliniche per la gestione dell’emergenza , mentre consente ad altri che istituzionalmente nei profili delle varie scuole di specializzazione non hanno avuto a che fare con l’emergenza.
 
Come si può improvvisarsi medico del 118 ? Come si può pensare che dopo una scuola di Geriatria o di Allergologia o Epatologia si sia pronti per affrontare tutte quelle situazioni che nello stesso setting ospedaliero avrebbero visto l’immediata richiesta di supporto del rianimatore ? In queste scuole quando si impara a gestire il politraumatizzato in strada? Il parto precipitoso? O altre tra le più svariate situazioni che capitano in territorio?
 
Accade anche di peggio: 
Nella regione Lazio e così in altre, sono sempre più numerose le segnalazioni relative ad aziende che non applicando le normali procedure di reclutamento dei medici 118, optano per fantasiose convenzioni con associazioni private che forniscono nei mezzi di soccorso personale medico spesso neolaureato o non in possesso dell’attestato di idoneità all’emergenza. Questa prassi causa un serio problema di inquadramento contrattuale che la vigente normativa invece imporrebbe prevedendo che i medici 118 possano essere unicamente dipendenti o convenzionati SSN.
 

Saremo lieti se i colleghi anestesisti vorranno con noi lavorare ad un piano comune che consenta il pieno rispetto della forma e della sostanza delle competenze cliniche e delle forme contrattuali, consentendo virtuosamente a chi lo sceglie, di dar seguito alla propria vocazione nell’emergenza sanitaria territoriale. Siamo certi che l’emergenza debba essere un lavoro di vocazione, e che per questo non siano solo i titoli a dover far da padroni. E’ opportuno che si rispolverino i programmi ed i corsi di idoneità all’emergenza, che creino un aggiornato progetto formativo per i medici operanti specificatamente nel territorio.
 
Lasciamo ad altri le vecchie ed anacronistiche diatribe “anestesista si anestesista no”, a noi appartiene un’altra visione: uno sforzo comune ed una condivisione delle competenze e delle conoscenze che raccolga da tutti e per tutti le migliori idee con il fine di garantire un servizio di eccellenza.

Roberto Pieralli – SNAMI Emergenza Territoriale Emilia Romagna
Anna Esquilini – SNAMI Emergenza Territoriale Bologna
Alessandro Berti – SNAMI Emergenza Territoriale Romagna
Marco Zaccaria – SNAMI Emergenza Territoriale Ferrara
Maddalena Paolucci – SNAMI Emergenza Territoriale Piacenza
Valentina Azzaro – SNAMI Emergenza Territoriale Parma
Michela Baldini – SNAMI Emergenza Territoriale Forli
 

R. Pieralli, A. Esquilini, A. Berti, M. Zaccaria, M. Paolucci, V. Azzaro, M. Baldini

24 Agosto 2015

© Riproduzione riservata

Boarding e ricoveri urgenti, serve autonomia clinica e lavoro condiviso
Boarding e ricoveri urgenti, serve autonomia clinica e lavoro condiviso

Gentile Direttore,a proposito della recente discussione sul modello organizzativo ligure per la gestione dei ricoveri urgenti e del boarding è necessario innanzi tutto sgombrare il campo da alcuni fraintendimenti: nessuno,...

La sanità che non riesce ad uscire dall’ideologia dei silos. Il caso Liguria
La sanità che non riesce ad uscire dall’ideologia dei silos. Il caso Liguria

Gentile Direttore, nel dibattito aperto in Liguria sul nuovo modello organizzativo per la gestione dei ricoveri urgenti e per la riduzione del boarding in Pronto soccorso, c’è un punto che...

Prime applicazioni della nuova disciplina in materia  di rivalsa a seguito di colpa medica
Prime applicazioni della nuova disciplina in materia  di rivalsa a seguito di colpa medica

Gentile Direttore, il fisiologico susseguirsi di leggi nel tempo, pone inequivocabilmente, incognite in merito alla loro applicabilità ai casi che disciplinano. Nello specifico i giudici, a fronte della legge Gelli-Bianco,...

Lazio. Fimmg: “Segnali di disgelo tra medici di famiglia e Regione, ora servono i fatti”
Lazio. Fimmg: “Segnali di disgelo tra medici di famiglia e Regione, ora servono i fatti”

Dal Congresso Fimmg Lazio arriva un segnale di distensione tra medici di famiglia e Regione Lazio, dopo una lunga stagione di incomprensioni. Andrea Urbani, Direttore generale della sanità regionale, ha...