Finalmente un ddl per l’intramoenia delle professioni sanitarie

Finalmente un ddl per l’intramoenia delle professioni sanitarie

Finalmente un ddl per l’intramoenia delle professioni sanitarie

Gentile Direttore,
finalmente è stato presentato un progetto di legge per estendere il diritto ad esercitare la libera professione intramuraria alle professioni regolamentate dalla legge 43/6, dal gruppo parlamentare di maggioranza in questa legislatura e primo firmatario il Presidente della Commissione Sanità del Senato, Sen. Pierpaolo Sileri, questi fatti sono incoraggianti per un iter del ddl non di bandiera ma reale.

E’ un obiettivo che la Fials persegue da tempo, rivendicando la piena equiparazione tra tutte le professioni sanitarie individuate dal T.U. e riformate tutte insieme dalla legge 3/18.

Infatti se si tiene conto della nostra  richiesta  di superamento delle differenze contrattuali tra il sistema degli incarichi delle professioni sanitarie tra il personale dei livelli e quelle dell’area dirigenziale e  dell’evoluzione ordinamentale e formativa maturata dalla legge 42/99 alla legge 3/18, a rigor di legge e di logica  non avrebbe più alcuna motivazione, tanto da apparire incostituzionale, la differenza legislativa tra le professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, tecniche, della riabilitazione e della prevenzione con le professioni sanitarie di medico, odontoiatra, veterinario, farmacista, biologo, chimico, fisico e psicologo nell’esercizio della libera professione intra ed extra muraria e del conseguente trattamento economico, in regime di lavoro dipendente, come lo stesso rapporto di lavoro di esclusività.

Questa innovazione o meglio parificazione, oltre a valorizzare le professioni interessate, produrrebbe un potenziamento dell’offerta di prestazioni finanziabili non solo dai cittadini ma anche dalla mutualità integrativa (che ormai è fruita da oltre 14.000.000 di concittadini), con evidenti vantaggi per le aziende sanitarie, facendo, anche, emergere fenomeni noti di prestazioni sanitarie rese “in nero”.

Incomprensibile, poi, è la reazione fuori dalla realtà dello SNAMI al ddl presentato sull’istituzione dell’infermiere di famiglia, a parte chi l’ha visto il medico di famiglia nell’assistenza a domicilio e del cittadino? Così la pensano la stragrande maggioranza dei cittadini…

La Fials da tempo ha richiesto a Governo e Regioni la stipula di una specifica convenzione nazionale per regolamentare a livello nazionale l’istituzione dell’infermiere di famiglia, previsto già da molte Regioni e già compreso nella bozza del Patto per la Salute.

L’infermiere di famiglia non lede alcuna competenza del medico di famiglia ma, come tutte le esperienze in essere dimostrano diventa fondamentale per lo stesso MMG o PLS, coadiuvandolo nella sua attività professionale, specie per quei casi di cittadini con pluripatologie croniche e ultrasessantenni…è un valore aggiunto per il SSN. Il mondo è cambiato se ne faccia una ragione che non se n’è accorto.
 
Giuseppe Carbone
Segretario generale Fials

10 Luglio 2019

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