I medici, le liste d’attesa e le incombenze amministrative

I medici, le liste d’attesa e le incombenze amministrative

I medici, le liste d’attesa e le incombenze amministrative

Gentile Direttore,
desideravo esporre una riflessione che potrebbe avere una relazione con il “famigerato” allungamento delle liste d’attesa di cui tanto si parla. Negli ultimi anni, e comunque nell’ultimo decennio, parallelamente alla riduzione delle assunzioni e all’aumento del numero di medici in età pensionabile, abbiamo assistito ad un costante aumento delle richieste ai medici, da parte del Ministero della Salute, delle Regioni e delle Aziende Sanitarie, di esecuzione di attività di tipo amministrativo.

Ora, se per alcune si può concordare sull’utilità dell’intervento del medico, come ad esempio per l’attività di costruzione del budget o comunque per attività che riguardano la programmazione dell’organizzazione per la razionalizzazione delle attività delle strutture, per altre, come ad esempio la chiusura delle Sdo (Schede di dimissione ospedaliera) o la compilazione di impegnative, non si comprende il perché si sia stabilito che debbano essere attività di pertinenza medica e che quindi il medico debba esserne esecutore materiale e responsabile finale.

Purtroppo, forse non si è pensato che il dover eseguire questo tipo di attività (che invece potrebbe essere eseguita da personale di supporto adeguatamente formato) sottrae tempo all’attività assistenziale già in sofferenza.

Vorrei fare una richiesta precisa al Ministro Giulia Grillo, che è anche una collega: per cominciare rivediamo le Linee Guida del 17 giugno 1992 sulle SDO, poi aggiornate da numerosi Decreti, e prevediamo la possibilità che anche personale di supporto adeguatamente formato possa occuparsene con la supervisione e l’intervento dei medici nel caso di insorgenza di problematiche .

Con questa semplice modifica si guadagnerebbe personale medico da impegnare in attività assistenziali nelle quali il medico è davvero insostituibile.

Diamo un piccolo segnale per fare in modo che i medici si riapproprino delle attività che costituiscono fondamento della professione medica ovvero l’attività assistenziale medica e chirurgica e le attività di ricerca e trasferiamo una parte dei compiti di tipo amministrativo a chi dovrebbe occuparsene.

Alessandra Balestrazzi
Dirigente medico Oculista Roma
Referente per i rapporti con le Istituzioni dell’Associazione italiana Medici Oculisti (A.I.M.O.)

 

29 Agosto 2018

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