Il bonus psicologo non può rimanere l’unica risposta pubblica al disagio dei giovani

Il bonus psicologo non può rimanere l’unica risposta pubblica al disagio dei giovani

Il bonus psicologo non può rimanere l’unica risposta pubblica al disagio dei giovani

Gentile direttore,
sono passati quasi due anni dal primo bonus e il ricordo della pandemia è ormai nella storia contemporanea, come se fossimo in una fase di dopoguerra in cui si vuole dimenticare le recenti tragedie e, nonostante ciò, sono aumentate le domande per il bonus, lo ribadiamo, pur tenendo conto che molti di coloro che necessitano di assistenza psicologica, in considerazione della limitatezza dei fondi, non abbiano neanche provato ad inoltrarne domanda.

Siamo in presenza, quindi, di un superamento di massa sul preconcetto, frutto di una cultura crociana ed umanistica male interpretata, nei confronti del valore terapeutico delle scienze e tecniche psicologiche ed il loro riconoscimento di scientificità come le altre discipline sanitarie che intervengono nella tutela della salute umana. Segnaliamo al contempo un superamento della paura dello stigma sulla salute mentale e la conseguente vergogna o pudore nel coraggio di parlarne e di ricercare, quindi, il necessario e conseguente intervento sanitario per prevenire l’evoluzione da disagio psicologico a malattia psichica conclamata.

Quindi siamo in presenza di un bisogno sempre più generalizzato ed esteso di ricerca e rispristino di uno stato individuale e collettivo di benessere psicologico e di contrasto al disagio psicologico, condizioni necessarie per una efficace programmazione di tutela della salute psichica e la risposta non proporzionata al bisogno del bonus psicologo non può costituire né costituisce l’unica risposta “pubblica” in materia di assistenza psicologica.

Per tali motivazioni di prevenzione, cura e tutela della salute pubblica, conditio sine qua non per lo sviluppo sociale ed economico dell’Italia, considerato che, è ormai acclarato che il finanziamento in sanità non sia un costo bensì un investimento produttivo e remunerativo, è sì indispensabile rifinanziare adeguatamente il bonus psicologo ma, nel contempo, evitare che esso sia l’unica risposta pubblica in materia che Governo e Parlamento siano in grado di offrire.

La dipendenza dei giovani dagli strumenti forniti dal web e dai social, i rapporti spesso inquinati nelle relazioni sociali, la pandemia e i conflitti in corso hanno portato la metà dei nostri ragazzi tra i 18 e i 25 anni a soffrire di malattie mentali, a partire dall’ansia e dalla depressione. Dobbiamo pensare che molti di questi giovani avranno ripercussioni di questi anni per tutta la vita, e che quindi il bisogno di assistenza psicologica sia destinato a durare affinché il manifestarsi delle psicosi siano contenute. È pertanto quanto mai necessario riuscire a costruire la più vasta e capillare rete sul territorio nazionale di presidi per la tutela del benessere psicologico e contrasto al suo disagio che sia in grado di prevenire e curare prima di intervenire al secondo livello specialistico proprio dei Dipartimento di Salute Mentale delle Aziende Sanitarie Locali.

In questa ottica rientrano, per esempio, l’esame dei disegni di legge di istituzione dello psicologo di base e quello scolastico che possono divenire proprio quel presidio di prossimità diffusa in grado di svolgere la suddetta funzione.

Già nella maggioranza delle Regioni si è legiferato in tal senso finanziandoli con le risorse proprie e, di conseguenza, oltre la metà degli Italiani possono già ora avvalersi di tali prestazioni, ma è quanto mai evidente ed ovvio che, per ottenere il risultato sperato, sia necessario che il Parlamento, con il consenso e l’apporto anche economico del Governo, approvi i disegni di legge in materia di psicologo di base e di psicologo scolastico, dei quali l’iter legislativo è iniziato con una partecipazione unanime dei gruppi parlamentari e che è auspicabile anzi necessario che il percorso si concluda in questa Legislatura.

Per tali motivazioni, nel richiamato obiettivo di tutela della salute individuale e collettiva, auspichiamo che l’attuale Esecutivo acceleri l’iter di approvazione dei progetti di legge di psicologo di base e di quello scolastico, garantendo, anche, un’iniziale copertura economica, ricordando sino alla noia, che ogni euro speso in sanità non è una spesa bensì un investimento per la tenuta e lo sviluppo sociale ed economico del Paese.

Saverio Proia
Lorenzo Proia

10 Giugno 2024

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