Il CCNL Aiop penalizza sia dal punto di vista economico che normativo

Il CCNL Aiop penalizza sia dal punto di vista economico che normativo

Il CCNL Aiop penalizza sia dal punto di vista economico che normativo

Gentile Direttore,
all’ospedale San Raffaele di Milano dal giugno 2020 viene applicato il CCNL Aiop, fino ad allora veniva applicato il contratto della sanità pubblica. Il nuovo contratto penalizza i dipendenti sia dal punto di vista economico che normativo. Come è ben noto le differenze tra i due contratti sono significative: il CCNL Aiop è svantaggioso per i lavoratori.

La crisi di personale sanitario, in particolare infermieri e tecnici, è particolarmente grave in questo momento e l’ospedale San Raffaele non fa certo eccezione, anzi. La differenza retributiva è spesso un incentivo a cercare lavoro presso altri ospedali maggiormente remunerativi e quindi, acuendo le difficoltà lavorative, inasprendo i carichi di lavoro, per chi resta, cosa che a sua volta alimenta la voglia di abbandonare l’ospedale.

Da tempo la RSU e le diverse organizzazioni sindacali denunciano ciò e hanno, a più riprese, sollecitato la direzione a trovare delle soluzioni la quale è rimasta sorda alle richieste dei rappresentanti dei lavoratori. La soluzione che la direzione dell’Ospedale ha voluto adottare è stata quella di affidare la gestione dell’assistenza di alcuni reparti e servizi (anche alcune sale operatorie) a personale esterno creando uno spezzatino fra i lavoratori dell’ospedale, con tutte le possibili ricadute sulla qualità dell’assistenza, ciò ovviamente non a causa del personale, sia dipendente o meno, ma dovuto all’organizzazione, cosa questa che preoccupa sia la rappresentanza che i lavoratori.

La RSU ha rappresentato questa situazione in assemblea generale ed è stato deciso di avanzare alla direzione le richieste di:
• Equiparazione salariale ai livelli della sanità pubblica, in linea con i rinnovi contrattuali.
• Progressione economica con lo scatto di fascia per valorizzare competenze ed esperienza.
• Un piano di incentivi legato al fatturato, per riconoscere il lavoro svolto.
• Miglioramento delle condizioni di lavoro, riportando i reparti sotto la gestione di personale dipendente per garantire stabilità e qualità del servizio.

Al fine di rendere il lavoro non penalizzato sia da un punto di vista contrattuale ma anche per quanto attiene i carichi di lavoro e tutto ciò che impatta sia sul lavoro che sulla propria organizzazione di vita. La disparità contrattuale tra sanità pubblica e sanità convenzionata non ha alcuna giustificazione se non quella di essere un vantaggio per gli imprenditori della sanità è ora di superare questa anomalia e riconoscere in sanità un unico contratto per tutti i lavoratori. Tutto questo ricade in modo negativo sulla cura dei pazienti, chi si prenderà cura di loro?

Se da anni i nostri stipendi sono bloccati, inferiori a quelli della sanità pubblica, mentre sempre più reparti e servizi vengono affidati a cooperative e liberi professionisti. Il personale interno viene ridotto, aumentando precarietà e carichi di lavoro, con il rischio che questo si ripercuota sulla qualità dell’assistenza.

Molti colleghi, purtroppo, sono costretti a lasciare l’OSR per cercare condizioni migliori altrove. Questo impoverisce l’ospedale e rende più difficile garantire il servizio che meritano e una sanità di qualità.

Angelo Mulè
Segretario provinciale di usi-sanità e delegato RSU dell’Ospedale San Raffaele

20 Febbraio 2025

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