Il lavoro in Pronto soccorso va pagato di più 

Il lavoro in Pronto soccorso va pagato di più 

Il lavoro in Pronto soccorso va pagato di più 

Gentile Direttore,
per superare il problema della carenza di medici, soprattutto nelle discipline destinate all’emergenza, sarebbe utile valutare l’esigenza, in sede di implementazione dei contratti collettivi, di valorizzare, già in termini di graduazione e differenziazione della stessa retribuzione di posizione, quei fattori organizzativi oggettivamente implicanti una posizione di maggiore esposizione allo stress lavorativo e alla responsabilità medico legale afferente.

Federsanità è in piena linea con Simeu rispetto alla proposta di una maggiore  valorizzazione economica del lavoro di medici e operatori dell’Emergenza-Urgenza attraverso provvedimenti che tengano conto  anche dell’impossibilità dei medici di Emergenza e Urgenza di svolgere attività libero professionale, differentemente dalla massima parte dei colleghi, allo scopo non solo di premiare un’attività oggettivamente difficile, faticosa e usurante, ma anche di arrestare l’attuale fuga dai Pronto Soccorso di professionisti preziosi e difficilmente sostituibili.

Il Pronto Soccorso è per sua natura una delle aree a maggiore complessità all’interno di una struttura ospedaliera. Ma negli ultimi anni stiamo assistendo ad una continua e costante “fuga” di medici e infermieri dalla prima linea. I pronto soccorso italiani contano su forze sempre più esigue e potrebbero rapidamente collassare. Chi lavora nei dipartimenti di emergenza-urgenza “scappa” verso impieghi meno gravosi in termini di carichi di lavoro ed economicamente più remunerativi.

I problemi del Pronto Soccorso sono quasi sempre esterni allo stesso, legati invece alla gestione dell’organizzazione dei posti letto di area medica all’interno dell’ospedale e, più in generale, all’organizzazione sanitaria sul territorio. Ma crediamo doveroso un intervento a partire dalla prossima tornata contrattuale, non sufficiente a risolvere il problema ma certamente un segnale verso professionisti chiamati ad affrontare in prima linea le contraddizioni del nostro sistema sanitario.

Le proposte? Certamente una valorizzazione della posizione fissa che riconosca l’impegno, la professionalità, i rischi dei medici e professionisti sanitari d’urgenza, ma anche la necessità di individuare leve di governo dello stress lavoro correlato, quali, ad esempio, l’avvicendamento in altri servizi dopo un certo numero di anni di attività.

 

Tiziana Frittelli

Presidente di Federsanità

17 Maggio 2022

© Riproduzione riservata

Liste d’attesa. Segnali positivi, ma la svolta è ancora lontana
Liste d’attesa. Segnali positivi, ma la svolta è ancora lontana

Gentile Direttore, il primo bollettino periodico di AGENAS sulle liste di attesa restituisce un quadro in miglioramento, ma molto meno trionfale di quanto suggerisca il dato principale: nel primo semestre...

Sdoganiamo la neurologia dai luoghi comuni
Sdoganiamo la neurologia dai luoghi comuni

Gentile Direttore,quando ho iniziato ad occuparmi di neurologia, nei primi anni ’80, mi sono state insegnate due cose che mi hanno reso, a quei tempi, una sorta di disadattato: ovvero...

Trattenere prima di attrarre: cosa insegna la Dichiarazione di Riga alla sanità europea
Trattenere prima di attrarre: cosa insegna la Dichiarazione di Riga alla sanità europea

Gentile Direttore,l’Oms dichiara che entro il 2030, in Europa si rischia una carenza complessiva di quasi un milione di operatori sanitari e sociosanitari. I modelli predittivi indicano che gli infermieri,...

La revisione tariffaria e ruolo strategico del sistema privato accreditato
La revisione tariffaria e ruolo strategico del sistema privato accreditato

Gentile Direttore,la remunerazione tariffaria delle prestazioni erogate per conto del SSN e con oneri a carico della finanza pubblica è una delle componenti essenziali del vigente ordinamento sanitario. Nello specifico,...