Il nuovo interesse dei giovani medici alla Medicina Generale

Il nuovo interesse dei giovani medici alla Medicina Generale

Il nuovo interesse dei giovani medici alla Medicina Generale

Gentile Direttore, in questi giorni stanno emergendo segnali di quanto la Medicina Generale sia di interesse dei giovani. Innanzitutto il dato del numero rilevante degli iscritti ai corso universitari, anche se non bisogna sottovalutare i possibili e fisiologici ritiri in corso d'opera...

Gentile Direttore,
in questi giorni stanno emergendo segnali di quanto la Medicina Generale sia di interesse dei giovani.
Innanzitutto il dato del numero rilevante degli iscritti ai corso universitari, anche se non bisogna sottovalutare i possibili e fisiologici ritiri in corso d opera.

Quello che intendiamo qui sottolineare è la lettera a QS degli aderenti al Movimento MMG per la dirigenza in quanto a nostro parere è la dimostrazione di come nel paese esista una solida alternativa alla stucchevole litania delle OOSS relativamente alla medicina generale.

I giovani medici, come abbiamo più volte sostenuto, vorrebbero che la medicina generale divenisse una specialità tra le tante e che il rapporto di lavoro fosse né più né meno quello che regola l’ attività pubblica degli oltre 100.00O colleghi che operano nelle nostre strutture pubbliche.

Il mantenimento dello studio privato, composto da corridoio bagno e stanzetta nella stragrande maggioranza dei casi, oltretutto confligge con l’obbligo di costituire ovunque AFT la cui sede deve disporre di precisi requisiti architettonici tra cui diverse sale per visite e tre bagni differenziati per i diversi tipi di utenti, ben difficilmente reperibili.

Una difficoltà praticamente insormontabile e di questo parlava ad uno di noi il proprio MMG il quale opera in un grande quartiere romano ponendo il giusto quesito del perché non si ponesse la sede all’interno di uno dei poliambulatori della ASL.
O della casa della comunità che di tali spazi già dispongono.

Quale è il vantaggio a restare fuori dal sistema sanitario per il MMG che vuole svolgere il proprio lavoro a stretto contatto con i colleghi di altre specialità e che non si pone l’obiettivo di trasferirsi nel più breve tempo possibile nei piani alti della professione che solo il sindacato autonomo garantisce?

Questi crediamo siano alcuni dei problemi che hanno reso poco attrattiva la professione di MMG e che forse oggi mostra segnali di un’ inversione di tendenza strumentalmente male interpretata da Fimmg e sindacati autonomi.

Crediamo che il principale motivo di questo rinato interesse per la medicina generale non sia tanto il risultato dell’ azione dei sindacati autonomi ma piuttosto della decisione del governo di obbligare i MMG a svolgere per almeno 6 ore a settimana la propria attività nelle case della comunità.

Una misura risibile se si considera che massimalisti ne saranno esentati ma che è comunque un primo segnale per i giovani medici.

Un segnale che evidenzia che il tempo dello studio solitario “nei locali dell’ex portiere “ è finito e che finalmente si potrà svolgere un’attività in team con gli altri colleghi che operano nelle cure primarie superando quell’isolamento professionale all’origine di molte situazioni di burnout e che impedisce una reale crescita professionale.

Una speranza che i giovani colleghi hanno intravisto nel pur poco incisivo intervento del ministro Schillaci.

Roberto Polillo e Mara Tognetti

06 Agosto 2026

© Riproduzione riservata

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...