Il nuovo Piano pandemico e la scelta tra chi può vivere e chi no

Il nuovo Piano pandemico e la scelta tra chi può vivere e chi no

Il nuovo Piano pandemico e la scelta tra chi può vivere e chi no

Gentile Direttore,
la bozza del nuovo Piano Pandemico prevede che qualora in un prossimo futuro le risorse dovessero mancare, i medici dovranno privilegiare nell’assistenza i pazienti che potranno trarre maggior beneficio dai trattamenti. Posso essere d’accordo che in un contesto in cui i decessi si contano a migliaia ed i posti in terapia intensiva sono limitati, il problema della sopravvivenza sia in primo piano, ma non posso accettare che lo ‘scarto’ venga abbandonato ad una fine orribile.
 
Non dobbiamo dimenticare i volti di parenti, amici, di conoscenti che si sono ammalati in questi mesi e che non ce l’hanno fatta, morendo tra orribili sofferenze ed in stato di abbandono.
 
Gli scarti. Come può un Piano Pandemico Nazionale dimenticare che anche i pazienti ‘scartati’, come tutti gli ammalati per i quali le aspettative non possono essere rivolte alla sopravvivenza, devono essere comunque accompagnati verso una morte dignitosa e senza sofferenze?
 
Come hanno potuto gli esperti non considerare che parallelamente a questa decisione avrebbero dovuto indicare come essenziale il potenziamento della Rete di Cure Palliative a domicilio ed in Hospice? Come si può accettare e perpetrare la dimenticanza dell’accompagnamento al buon morire, già tristemente consumata nel corso dell’attuale pandemia? Come si può omologare la disumanizzazione alla quale abbiamo assistito impotenti, in questi mesi?
 
E sulle scelte etiche a chi dobbiamo affidarci in caso di valutazione tra chi può essere trattato e chi no? Ad un medico di Pronto Soccorso, ad un Rianimatore? Oppure sarebbe giusto coinvolgere i medici che operano nelle Reti di Cure Palliative che certamente hanno maggiori competenze in questo campo?
 
Almeno si potenzino le cure palliative. È indubbio che quello espresso nel Piano Pandemico è un parere astratto e formale e non rappresenta né il sentire comune, né l’opinione dell’intera comunità scientifica, né sembra tener granché conto dei principi etici consolidati in materia.
Ed allora, prima che simili abomini in nome di una sorta di “selezione della razza” vengano compiuti, la discussione e la decisione passino al Parlamento, unico luogo rappresentativo della volontà popolare non sostituibile da asettici consessi tecnici.
 
E sarebbe anche l’occasione opportuna per varare misure incentivanti le cure palliative, tristemente tralasciate in Finanziaria.
Qualcuno risponda..!
 
Giorgio Trizzino
Camera dei Deputati, Movimento Cinque Stelle

Giorgio Trizzino

13 Gennaio 2021

© Riproduzione riservata

Collaborare non fa rima con burocrazia
Collaborare non fa rima con burocrazia

Gentile Direttore, abbiamo letto con attenzione la replica della SIMEU sul modello ligure di gestione dei ricoveri urgenti e del boarding.  Ne condividiamo il tono e lo spirito laddove richiama...

Il falso mito dei tetti di spesa: in Sardegna investire nel personale significa ridurre costi, precariato e gettonisti
Il falso mito dei tetti di spesa: in Sardegna investire nel personale significa ridurre costi, precariato e gettonisti

Gentile Direttore,il recente intervento del presidente CIMO-FESMED Guido Quici, che ha richiamato l’attenzione sul rapporto diretto tra carenza di personale, riduzione dell’offerta sanitaria e aumento delle liste d’attesa, coglie uno...

Hta e chirurgia robotica, primo banco di prova per il governo dell’innovazione nel Ssn
Hta e chirurgia robotica, primo banco di prova per il governo dell’innovazione nel Ssn

Gentile Direttore, le raccomandazioni adottate dalla Cabina di regia per l’Health Technology Assessment (HTA) dei dispositivi medici del Ministero della Salute a seguito del giudizio di appraisal fondato sul Report...

Senza dati non c’è AI: la sfida europea e il ruolo strategico dell’Italia
Senza dati non c’è AI: la sfida europea e il ruolo strategico dell’Italia

Gentile direttore,nel dibattito contemporaneo sull’intelligenza artificiale in sanità si continua a sopravvalutare la dimensione algoritmica e a sottovalutare quella infrastrutturale. Eppure, il vero fattore abilitante, e al tempo stesso il...