In Italia burocrazia, retribuzioni insufficienti e prospettive di carriera limitate. Ecco perché me ne sono andato in Germania

In Italia burocrazia, retribuzioni insufficienti e prospettive di carriera limitate. Ecco perché me ne sono andato in Germania

In Italia burocrazia, retribuzioni insufficienti e prospettive di carriera limitate. Ecco perché me ne sono andato in Germania

Gentile Direttore,
sono un medico che lavora in Germania e titolare del blog “Sagen Sie 33”. Le scrivo in merito al dibattito che c’è in corso in Italia sulla situazione del Sistema Sanitario Nazionale.

Condivido l’opinione di moltissimi colleghi sulla qualità del sistema sanitario italiano, uno dei migliori al mondo.

Tuttavia, il motivo principale che spinge molti di noi medici a cercare opportunità all’estero è la presenza di una burocrazia obsoleta, retribuzioni insufficienti e prospettive di carriera limitate.

Ogni volta che torno in Sicilia per le vacanze, mi viene detto: “Quando tornerai? In ospedale qui da noi abbiamo un disperato bisogno di medici! “.

Queste parole toccano il cuore, e l’istinto a dare una mano alla propria terra natale prevale.

Tuttavia, quando cerco di capire come fare per rientrare, m’imbatto in una realtà frustrante. Ad esempio, nel mio caso ad Agrigento, per avviare un bando di concorso sono necessari diversi anni. Poi, altrettanti anni sono richiesti per valutare le domande e selezionare il candidato vincente, tutto questo per un contratto a tempo determinato. Senza contare i problemi legati all’aggressione al personale sanitario, per i quali ancora mancano i provvedimenti legislativi adeguati.

In Germania, invece, i bandi vengono emessi in pochi giorni, la selezione avviene attraverso colloqui, valutazione dei titoli e del catalogo operatorio. Inoltre, in Germania si offre spesso un contratto a tempo indeterminato, con uno stipendio triplo rispetto agli standard italiani e un elevato livello di sicurezza sul lavoro, che in Italia possiamo solo sognare.

È stato recentemente riportato che nell’ospedale di Sciacca, la mia città natale, le attività d’urgenza nel reparto di Ortopedia sono state sospese, costringendo i pazienti a essere trasferiti nel nosocomio del capoluogo di provincia. Tuttavia, considerando che il primario è responsabile di due strutture, è costretto a lavorare tre giorni alla settimana ad Agrigento, esponendosi a rischi come cantieri stradali, incidenti e stress, senza alcuna indennità aggiuntiva.

È importante notare che il territorio del Libero Consorzio di Agrigento conta circa 434.870 abitanti, inclusi i territori di Lampedusa e Linosa, e che l’ospedale di Sciacca è tra i primi dieci ospedali italiani per la sua eccellenza nel trattamento delle fratture del femore, secondo dati AGENAS, l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali. Tutto ciò rende la situazione ancora più paradossale.

La situazione si fa ancora più surreale quando apprendo che la stessa ASP ha assunto medici stranieri a tempo determinato. Senza mettere in discussione le loro competenze professionali, mi chiedo se abbiano dovuto affrontare lo stesso percorso burocratico e linguistico che noi medici expat abbiamo dovuto superare per ottenere l’abilitazione medica.

In Germania, per ottenere la “Deutsche Approbation” (l’abilitazione medica tedesca), è necessario possedere una certificazione linguistica di livello C1 e superare un esame di tedesco medico presso l’ordine dei medici competente. Solo, in seguito, si può richiedere un colloquio di assunzione in un ospedale tedesco, e per i medici specialisti si parla sempre di contratti a tempo indeterminato.

Inoltre, nuove opportunità si stanno aprendo in paesi come Bahrain, Kuwait, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, che offrono compensi molto allettanti per i medici. Indubbiamente, tali offerte sono strettamente legate alla qualità della vita offerta in quei paesi.

Ciò mette ulteriormente in pericolo il nostro già impoverito Sistema Sanitario Nazionale poiché potrebbe continuare a perdere preziosi professionisti di fronte a queste allettanti prospettive.

Ritengo che garantire una giusta retribuzione e la sicurezza dei professionisti sanitari sul posto di lavoro, riconoscendo il loro ruolo fondamentale nella società odierna, sia fondamentale per cercare di contrastare questa emorragia di talenti.

Gian Marco Rizzuti
Chirurgo Ortopedico

24 Novembre 2023

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