In Toscana ennesima offensiva verso gli infermieri del 118

In Toscana ennesima offensiva verso gli infermieri del 118

In Toscana ennesima offensiva verso gli infermieri del 118

Gentile Direttore,
come una malattia stagionale, una sorta di influenza per la quale pare non esistere vaccino, ecco riesplodere, questa volta nell’alta Toscana, l’offensiva di una certa parte medica verso gli infermieri del 118. Mascherata, come spesso accade, da frasi accomodanti che riportano al lavoro in equipe, cosa auspicabile, sempre che si conosca a fondo e si rispettino il valore ed il significato intrinseco del termine, ecco ritornare la solita litania sulle procedure infermieristiche, la loro liceità e la supposta incapacità da parte degli infermieri del sistema di prendersi carico direttamente delle problematiche di alcune tipologie di pazienti critici.


 


Questo anche discutendo dell’utilizzo di procedure ben codificate e che ormai hanno dimostrato, dati e letteratura alla mano, la loro assoluta sicurezza.

Purtroppo pare fin troppo evidente come ci si trovi di fronte ad una difesa di corporazione più che del paziente, che in questo caso dovrebbe essere solo difeso da prese di posizione che in alcuni casi appaiono davvero irresponsabili.

In effetti, leggendo gli articoli di giornale, che si sono susseguiti sulla stampa locale negli ultimi giorni, ci dovremmo trovare di fronte ad una ecatombe. Leggendo quegli articoli e provando, con fatica e un po’ di disagio, a mettersi nell’ottica del cittadino che legge, ci si aspetterebbe di vedere decine di cause e contenziosi verso infermieri che avessero eventualmente mal gestito situazioni di emergenza o, certamente, un aumento della mortalità la dove sia intervenuto un mezzo infermieristico. Nulla di tutto ciò.

In realtà tutto quello che si legge va a toccare “la pancia” del lettore riportando a luoghi comuni un po’ stantii e superati dal tempo e dai fatti. I dati, che nessuno stranamente cita, ci riportano a quelli che sono gli standard di tempistiche di soccorso e di outcome che sono universalmente riconosciuti ed attesi a livello mondiale. I sistemi dove il mezzo infermieristico è stato bene implementato ed inserito in reti dove non sia posto a sostituzione, come qualcuno vuole far credere, ma in cellule multiprofessionali che si muovono sulla stratificazione del bisogno di assistenza, quando in autonomia e quando in equipe, funzionano e lo fanno con ottimi risultati da anni.

Ovviamente la difesa dei posti di lavoro, come del peso contrattuale di una categoria, sono sacrosanti. Quello che invece non può e non deve essere fatto, in nessun caso, è cercare di raggiungere questo obbiettivo diffamando una intera categoria che sta dimostrando una crescita che, a quanto pare, spaventa molti.

Serve maggiore onestà intellettuale da parte di tutti per affrontare questi temi, nella consapevolezza che il tema principale deve essere il fornire il miglior servizio possibile alla cittadinanza.

Riportiamo la discussione sui dati e l’attenzione sul paziente, il quale non necessità necessariamente di vedere la scritta “Medico” sulla divisa di chi lo soccorre ma di essere soccorso secondo le migliori pratiche, nei giusti tempi e di essere inserito nei giusti percorsi di cura ed assistenza. Questo è fattibile solo se Medici e Infermieri vengono messi in grado di esprimere al meglio, e al massimo possibile, le rispettive professionalità e competenze che, per quanto riguarda gli infermieri, sono senz’altro molto alte e molto mutate negli ultimi anni.

Roberto Romano
Consigliere OPI Firenze – Pistoia Referente Area Emergenza Urgenza

30 Novembre 2018

© Riproduzione riservata

Punti nascita Toscana. Il ministero ha deciso: chiusura per Poggibonsi, monitoraggio di 6 mesi per Montevarchi, deroga di 12 mesi per Nottola
Punti nascita Toscana. Il ministero ha deciso: chiusura per Poggibonsi, monitoraggio di 6 mesi per Montevarchi, deroga di 12 mesi per Nottola

La Regione Toscana, l'assessorato al diritto alla salute e la Asl Toscana Sud Est esprimono forte rammarico e disappunto per il parere espresso dal Comitato percorso nascita nazionale del ministero...

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...