La Dirigenza delle Professioni Sanitarie ancora una volta “figlia di un Dio minore”

La Dirigenza delle Professioni Sanitarie ancora una volta “figlia di un Dio minore”

La Dirigenza delle Professioni Sanitarie ancora una volta “figlia di un Dio minore”

Gentile Direttore, il rinnovo contrattuale della Dirigenza Sanitaria penalizza per l’ennesima volta la Dirigenza delle Professioni Sanitarie....

Gentile Direttore,
il rinnovo contrattuale della Dirigenza Sanitaria penalizza per l’ennesima volta la Dirigenza delle Professioni Sanitarie.

Un detto popolare diceva “cornuti e mazziati” … e così è per la Dirigenza delle Professioni Sanitarie … purtroppo da troppo tempo!

In più occasioni sono state evidenziate:

  1. l’assurdità di differenziazioni significative nel riconoscimento della Indennità di specificità, quando è evidente al mondo che lo sviluppo dell’inter-professionalità obbliga dei coinvolgimenti trasversali, con una sequenzialità di azioni che sono specifiche e caratterizzanti ogni singola professione (inter-dipendenza nei compiti), con responsabilità trasversali, e pertanto si fa difficoltà a comprendere le differenziazioni presenti nel riconoscimento delle indennità di specificità (9.466€ per medici e veterinari e 1.614,66€ per le altre dirigenze sanitarie, con un differenziale di ben 7.851,34€). Così come colpisce la differenziazione di incremento rispetto al CCNL precedente (+304€ per la dirigenza medica e veterinaria e +233,17€ per la dirigenza sanitaria … evitando di commentare le dichiarazioni di alcuni che hanno affermato che, in termini percentuali, la dirigenza delle professioni sanitarie ha ottenuto di più);
  2. la Dirigenza delle Professioni Sanitarie è una delle poche a non svolgere attività libero-professionale ed è l’unica a non beneficiare della indennità di esclusività. La stessa dirigenza trova penalizzazione anche nel fatto che il diritto alla partecipazione al fondo di perequazione (art. 116 CCNL 2016-2018 c.2) trova difformi interpretazioni a livello regionale e tra Aziende diverse nell’ambito della stessa Regione (es. Lombardia e Piemonte, citate a titolo esemplificativo e non esaustivo), nonostante:
    ? il parere ARAN ASAN76 che recita “…omissis … – all’art. 114 comma 1 chiarisce che …a tutti i dirigenti con rapporto esclusivo, ad eccezione dei dirigenti delle professioni sanitarie di cui all’art. 8 del CCNL del 17.10.2008 dell’Area III, è consentito lo svolgimento dell’attività libero professionale….
    Da tutto quanto sopra, ne discende che il c.d. fondo di perequazione di cui all’art. 116, comma 2, lett. i) del CCNL 2016-2018 dell’Area della Sanità può intendersi come destinato anche ai dirigenti delle professioni sanitarie ai quali, come già precisato, non è consentito lo svolgimento dell’attività libero professionale”
    ? il DPCM 27/3/2000 – art. 5, comma 2, let. “e” (richiamato anche dall’Art. 90 CCNL 2019-2021) che recita “i criteri per la determinazione delle tariffe e le modalità della loro ripartizione, sono stabiliti in conformità ai contratti collettivi nazionali di lavoro e alla contrattazione decentrata, garantendo, comunque, una percentuale pari al 5% della massa dei proventi dell’attività libero-professionale, al netto delle quote a favore dell’azienda, quale fondo aziendale da destinare alla perequazione per quelle discipline mediche e veterinarie che abbiano una limitata possibilità di esercizio della libera professione intramuraria … omissis …”. Al riguardo vale la pena ricordare che al momento della pubblicazione del DPCM 27/3/2000 la Dirigenza delle Professioni Sanitarie non risultava ancora attivata e pertanto non poteva trovare una esplicita citazione e che la contrattazione decentrata non può determinare esclusioni di componenti professionali, stante il richiamo del c. 2 let. “e”, di cui sopra.

Forze politiche di maggioranza e di opposizione, interpellate al riguardo, hanno manifestato la necessità di allineamenti e di adeguamenti … ma ad oggi non ci sono evidenze!!

Sono apprezzabili i contenuti dell’Atto di indirizzo della Conferenza Stato Regioni del 26 febbraio 2026 per il rinnovo della contrattazione 2025 / 2027, con l’auspicio che gli stessi possano trovare una pratica applicazione, in particolare:
? punto 1 – premessa – valorizzare il contributo della dirigenza ai processi di innovazione clinica, organizzativa e digitale del SSN, anche in relazione ai rapporti con l’università e ai percorsi di formazione specialistica – (con la parallela necessità di prevedere chiari indirizzi Ministeriali / Governativi alle Regioni e alle Aziende per lo sviluppo e l’implementazione della Dirigenza delle Professioni Sanitarie, tenuto conto delle complessità delle strutture ospedaliere e territoriali del SSN e delle conseguenti necessità programmatorie ed organizzative che richiedono saperi specifici e caratterizzanti, non mutuabili da altre Discipline)
? punto 2 – quadro finanziario – comma “b” punto 3 – ambiti e materie oggetto di contrattazione – … omissis … risorse destinate all’incremento dell’indennità di specificità sanitaria relativa ai dirigenti sanitari inquadrati in profili diversi da quelli di medico e medico veterinario … omissis … (è più corretto parlare di “allineamento dell’indennità di specificità sanitaria” piuttosto che di “incremento”, tenuto conto delle differenziazioni oggi esistenti calpestanti la dignità personale e professionale di alcuni professionisti)

Ulteriori auspici, al di fuori della contrattazione per il rinnovo del CCNL, riguardano:
? gli interventi della politica, con i relativi Atti, per il riconoscimento dell’Indennità di Esclusività (unica Dirigenza Sanitaria esclusa da tale riconoscimento)
? gli interventi delle Regioni per la valorizzazione della Dirigenza delle Professioni Sanitarie, prevedendo negli Atti Aziendali un’articolazione organizzativa che si sviluppi a livello della Direzione Aziendale (SC / SC Dipartimentale), a livello ospedaliero (SS) ed a livello Distrettuale (SS), nel rispetto delle definizioni contrattuali. Forse è necessario anche un indirizzo governativo per uno sviluppo uniforme a livello nazionale, ad evitale le forti differenziazioni oggi presenti
? il rispetto e la partecipazione attiva e collaborativa nelle relazioni da parte di altre associazioni ed organizzazioni sindacali, particolarmente resilienti ai cambiamenti, ancorati alle norme ed alle “storie” di un “passato” che non c’è più!
? La consapevolezza da parte delle Direzioni Aziendali che la Dirigenza delle Professioni Sanitarie ha diritti e dignità pari alle altre Dirigenze Sanitarie, con i medesimi riconoscimenti contrattuali, con ruoli e responsabilità molto ben definiti dalle norme che hanno istituito tale Dirigenza Sanitaria (risalenti a 26 anni fa)

Tanto è stato fatto … ma molto resta ancora da fare!!

Dott. Marcello Bozzi
Segretario ANDPROSAN – Associata COSMED

02 Marzo 2026

© Riproduzione riservata

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