La morte di Luana, tra nepotisno e clientelismo

La morte di Luana, tra nepotisno e clientelismo

La morte di Luana, tra nepotisno e clientelismo

Gentile direttore,
ieri sera ho avuto una gradevole e lunga conversazione-intervista via Skype con una giornalista del British Medical Journal riguardante la tragica scomparsa di Luana Ricca, chirurgo epatobiliare sottoposta a demansionamento in Italia dopo un brillante percorso in sala operatoria in Francia. Avevo conosciuto la collega a Londra tre mesi fa in occasione del convegno sul Controesodo dei professionisti dall’estero verso la madre patria introdotto dall’Ambasciatore italiano nel Regno Unito. Tanto per dare un’idea, il titolo di una relazione era La corsa del salmone (la mia).
 
Alla giornalista BMJ interessava comprendere se il fatto che Luana fosse donna potesse aver contribuito alla sua disperazione, com’è stato giustamente sottolineato su Quotidiano Sanità, assieme al presunto fattore mobbing. Cercando di spiegare alla giornalista la realtà professionale italiana, sono dovuto ricorrere al termine cronyism, approssimativamente traducibile con nepotismo+clientelarismo e collocabile all’opposto del termine meritocracy.
 
Ho creduto opportuno cioè evidenziare che quello che vivono i colleghi espatriati a causa del cronyism italiano è soprattutto una boccata di salutare meritocrazia che rinfranca e incoraggia a credere che rimpatriando si possa destabilizzare il sistema relazionale da cui molti cervelli preferiscono fuggire. E’ ovvio che di fronte alla delusione, se non si è Premi Nobel come Rita Levi Montalcini, alcuni rischino lo scompenso psichico. Maria Montessori, primo medico donna nel mondo (!), dopo un primo rimpatrio preferì riscendere la corrente verso l’oceano della meritocrazia. Anche lei pativa di stress lavoro-famiglia, avendo un figlio illegittimo per i tempi d’allora, e scelse di morire in Olanda onorata da quanti potevano apprezzarla al di là dei giochi politici dell’Italia del secolo scorso.
 
Mi congratulo che Quotidiano Sanità stia affrontando questi temi. Nuotare a ritroso tra cronyism e meritocracy può davvero essere letale.

Dr. Stefano Palazzi
Direttore salute mentale e riabilitazione infanzia adolescenza Ausl di Ferrara integrato con Università di Ferrara

25 Febbraio 2016

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