La solitudine del medico di medicina generale

La solitudine del medico di medicina generale

La solitudine del medico di medicina generale

Gentile Direttore,
sono un giovane medico di medicina generale, il "dottore di famiglia" di 1500 pazienti nella provincia della Brianza, e vorrei condividere i sentimenti di una rappresentante di una generazione di giovani MMG che nutre tanti, troppi dubbi riguardo al proprio futuro.
Ho iniziato a lavorare con passione e dedizione assoluta.
Ho nutrito speranze a paure, ansie inevitabili e dubbi clinici, ho voluto e cercato questa carriera ad ogni costo e con enormi sacrifici.
Oggi mi ritrovo a pensare, dopo 3 anni di attività, che forse è ora di pensare a……cambiare il mestiere.
 
Non è colpa del Covid-19, un'epidemia è una questione di salute pubblica, una sfida che dobbiamo imparare a dominare e vincere.
E' con il senso di impotenza e solitudine che mi assale che non riesco a fare pace.
Il Coronavirus ha messo in luce ciò che io avevo visto in penombra…..siamo dei professionisti profondamente soli.
E non mi riferisco alla solitudine fisica dei nostri ambulatori, non solo almeno.

Noi, "medici di base", come ancora qualcuno ci chiama, siamo stati lasciati soli ben prima dell'epidemia di Covid.
Siamo soli ogni giorno, quando l'aspetto burocratico domina le nostre giornate, quando l'utenza non ci rispetta e pretende tutto e subito, quando non possiamo usare farmaci innovativi, perché un piano terapeutico ci costringe ad aspettare il parere di un collega specialista percepito come più autorevole.
E infine siamo soli anche adesso, impotenti spesso di fronte alla sofferenza che questo virus ha portato, attaccati al telefono, sprovvisti di protezioni e farmaci, desiderosi di fare il nostro meglio, come sempre.
 
Vorrei cambiare mestiere sì, ma non nel senso comune. Vorrei che il mestiere cambiasse, vorrei avere fiducia nel mio ruolo, nel futuro e nelle sue sfide.
Voglio non perdere la gioia di pensare a una nuova medicina del territorio, sul territorio, per il territorio.
Solo se riusciamo a ripristinare la centralità del medico vicino alla collettività, libero da catene che ne sminuiscono il valore, potremo avere la certezza che nulla, riguardo la salute dei cittadini, possa farci veramente paura.

Dott.ssa Claudia Cartaino
Medico di Medicina Generale, Brianza

21 Aprile 2020

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