Medici che lasciano il Ssn. Forse un po’ è anche colpa di noi DG

Medici che lasciano il Ssn. Forse un po’ è anche colpa di noi DG

Medici che lasciano il Ssn. Forse un po’ è anche colpa di noi DG

Gentile Direttore,
in questi giorni si moltiplicano le notizie di medici che lasciano il servizio sanitario nazionale. Diciamolo pure, un po’ è anche colpa nostra, di noi direttori generali. Troppo spesso abbiamo pensato di essere i capi assoluti delle aziende che abbiamo governato. Siamo arrivati dicendo “adesso vi insegno io cos’è un’azienda” e abbiamo innescato cambiamenti organizzativi inutili, costosi e poco condivisi solo per manifestate la nostra esistenza. Non sempre ci siamo resi conto di essere a capo di una delle realtà migliori che si possano dirigere, fatta da professionisti altamente qualificati, motivati ed entusiasti del proprio lavoro. Un’azienda in cui la quota di “intelligenza e competenza” probabilmente non ha paragoni in altre organizzazioni pubbliche e private di queste dimensioni.

Abbiamo umiliato professionisti con meccanismi di budget obsoleti e farraginosi che non coglievano il segno sulla sostanza vera del lavoro, la produzione di salute.
Presi da infiniti tavoli sindacali (mediamente i contratti da gestire sono 10-15 con altrettanti accordi da fare) abbiamo mortificato il merito. Merito che i professionisti comunque e per fortuna si guadagnano sul campo ogni giorno.

Abbiamo assecondato talvolta la politica che entra ovunque. In questo però bisogna dire che alcuni professionisti, solitamente mai i più bravi, sono molto attenti ad attivare i propri appoggi.

Il grido di dolore e di allarme che arriva da queste dimissioni richiede una terapia d’urto urgente.
Le aziende non possono più essere rette, soprattutto con le dimensioni attuali, da un direttore generale pro tempore e dal suo staff. È necessaria un’organizzazione ad alta valenza professionale e tecnica. Non si può più tollerare che ogni tre anni un direttore arrivi a rovesciare tutto. E la politica non può più pensare che, incapace talvolta di fare altro, le uniche riforme siano ridisegnare i confini della aziende o il numero delle strutture complesse.
Il servizio sanitario nazionale  è un bene preziosissimo, fatto da persone preziosissime. Se perdiamo loro perdiamo tutto.
 
Giorgio Simon
Già direttore generale AAS5 Pordenone

18 Gennaio 2020

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