Medicina generale. Si salvi chi può

Medicina generale. Si salvi chi può

Medicina generale. Si salvi chi può

Gentile Direttore, apprendo dal Corriere del Veneto che titola: “Sanità in Veneto, il medico di base chiama il Cup e prenota le visite per i pazienti: si parte da Belluno e Rovigo”. Gino Gerosa, cardiochirurgo e assessore alla Sanità, ha mantenuto l’impegno preso a maggio...

Gentile Direttore,
apprendo dal Corriere del Veneto che titola: “Sanità in Veneto, il medico di base chiama il Cup e prenota le visite per i pazienti: si parte da Belluno e Rovigo”. Gino Gerosa, cardiochirurgo e assessore alla Sanità, ha mantenuto l’impegno preso a maggio. Questa iniziativa conferma la triste constatazione di un fatto: nel tempo si è voluto trasformare il medico del territorio, prima risorsa sanitaria sul campo per i cittadini, in amministrativo. Da medico condotto dei primi decenni del secolo scorso, a bancomat di impegnative e ricette, togliendo altro tempo al lavoro clinico che sarebbe la vocazione di chi sceglie di fare il medico e poi, il medico di base.

Escludo qualsiasi mala fede da parte di Gino Gerosa, ma è inevitabile constatarne una irresponsabile ignoranza del lavoro della medicina del territorio e della sua importanza nella ottima concatenazione delle cure dal territorio all’ospedale. C’è stata una notevole evoluzione della Sanità Pubblica in questi decenni, nelle conoscenze e nei mezzi di cura, tuttavia ci sono ruoli fondamentali che devono conservare il ruolo e la motivazione per cui sono nati e il medico di base è uno di questi: il suo ruolo clinico è fondamentale per affrontare le tantissime problematiche CLINICHE delle persone che trovano in esso la prima risorsa a cui ricorrere, cento anni fa come ora, il compito rimane lo stesso e se funziona bene, funzionerà meglio l’ospedale, senza intasamenti inutili, senza sovrapposizioni e una corretta suddivisione del lavoro clinico, dalla base ai vertici delle eccellenze.

Chiedo a Gerosa: cosa c’entra il compito delle prenotazioni delle visite in ambulatorio con tutto questo? Perché sottrarre altro tempo prezioso alla clinica del medico di base per fargli fare un lavoro amministrativo inutile, quanto offensivo per il ruolo di medico? Il cittadino non potrà fare una semplicissima telefonata come accade da sempre senza, per questo, impegnarlo in chissà quale complicazione di vita? Le segretarie esistono ancora o è necessaria una laurea in Medicina per prendere un appuntamento con il Cup? E’ mai possibile continuare a discutere su questi temi da decenni e continuare a non capire che è necessario che in questo paese, ciascuno deve fare il lavoro per il quale si è formato e ha scelto di fare, senza trovarsi nella condizione di partire da una vocazione clinica e poi trovarsi a fare il segretario o lo scrivano? Ed è questa la prospettiva di vita che vogliamo offrire ai giovani medici che decidono di fare il medico di base? E perché dovrebbero scegliere questa carriera ed appassionarsi ad essa?

Dopo decenni stiamo ancora discutendo su queste banalità, cadendo da nuvole decisionali incomprensibili, per le quali si è ormai deciso che il medico di base è, e deve rimanere, un medico di basso profilo a cui affidare tutto, tranne quello per cui ha studiato: Medicina. Se tutto questo continua ad esistere, devono esserci delle colpevoli responsabilità: da quelle governative a quelle sindacali, partendo da una semplice considerazione di fatto: se stiamo toccando il fondo lo dobbiamo al pessimo lavoro di governi e sindacati, con una conseguenza tangibile: la fuga dei medici, il senso di smarrimento, sfiducia, stanchezza di tutti coloro che hanno scelto la medicina del territorio e si ritrovano in un lavoro che smentisce ogni loro competenza se non quella burocratica.

Per questo, io ho gettato la spugna tre anni prima della scadenza naturale del mio mandato professionale, ho ceduto al pessimismo della ragione. Lascio ai miei giovani colleghi l’ottimismo della speranza, e invito Gerosa a soffermarsi sulle macerie del sistema lasciando ai politici la creazione di altre sciocchezze, ricordando che siamo colleghi e dovremmo remare nella stessa direzione.

Enzo Bozza
Ex medico MMG USL Dolomiti, Belluno

31 Agosto 2026

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