Monitoraggio reale con le agende chiuse?

Monitoraggio reale con le agende chiuse?

Monitoraggio reale con le agende chiuse?

Gentile Direttore, solo alcuni giorni fa, il ministro Orazio Schillaci, in esito alle prime analisi dei dati rilasciati dalla Piattaforma nazionale delle liste di attesa, anche in seguito ai sistematici controlli effettuati dai NAS, ha tuonato contro il noto e deteriore meccanismo delle agende di prenotazione chiuse...

Gentile Direttore,
solo alcuni giorni fa, il ministro Orazio Schillaci, in esito alle prime analisi dei dati rilasciati dalla Piattaforma nazionale delle liste di attesa, anche in seguito ai sistematici controlli effettuati dai NAS, ha tuonato contro il noto e deteriore meccanismo delle agende di prenotazione chiuse.
Allo stato attuale, solo due regioni italiane hanno reso esecutiva l’interoperabilità dei sistemi informativi con la piattaforma nazionale. Tale situazione rende, in sostanza, non verificabile, su scala nazionale e on the desk, la chiusura o l’apertura delle agende.

L’esposizione dei dati, ampiamente rilanciata da alcune ed importanti di agenzie di stampa nazionali, quindi, non tiene conto di tale fattore propedeutico.

Cerchiamo, con parole semplici, di illustrarne il meccanismo. I tempi di attesa massimi sono direttamente correlati alla durata massima delle agende di prenotazione. Se l’Azienda sanitaria locale “x” apre le agende per 365 giorni, il tempo di attesa massimo rilevabile, in data T0 (tempo zero) è pari a 365 giorni. Se, di contro, come disposto dall’art. 1, comma 282 della Legge 266/2005, le agende di prenotazioni rimangono aperte sine die, i tempi di attesa rilevabili, quali dati reali ed incontrovertibili, sono pari alla data di prenotazione attribuita al cittadino prenotante.

Chiariamo, ulteriormente, il concetto. Se un cittadino accede al CUP per prenotare una prima visita dermatologica e le agende sono aperte per un semestre, il tempo massimo di attesa sarà di 180 giorni. Le agende si satureranno presto e molti cittadini non otterranno data di prenotazione alcuna. Alcuni verranno invitati a riprovare nei prossimi giorni, altri verranno inseriti in liste di attesa parallele (work list, liste di galleggiamento, pre-liste, etc.) i cui numeri non saranno noti e, comunque, non saranno oggetto di monitoraggio.

In alcune regioni italiane (Abruzzo), è stato rafforzato l’obbligo di apertura delle agende di prenotazione al 31.12.2030, in pieno ossequio della normativa vigente. In tante altre, le agende continuano ad essere aperte nel breve periodo.

Le dinamiche di gestione delle agende di prenotazioni sopra esposte rendono, quindi, al momento attuale, non comparabili le risultanti dei tempi di attesa.

Ove vi è l’apertura di lungo periodo delle agende risultano tempi lunghi di attesa che, in relazione ad alcune prestazioni, superano anche i 2 anni. In altri contesti, ove vi è apertura delle agende di breve periodo, i tempi di attesa massimi rilevabili saranno brevi.

Una problematica, che lo stesso Ministro ha avuto modo di censurare, che rende i dati della piattaforma poco significativi rispetto alla reale situazione nazionale.

Gianni Di Giacomantonio
Dirigente ASL Teramo

23 Febbraio 2026

© Riproduzione riservata

La salute non comincia in ospedale: enti locali e prevenzione primaria per costruire comunità più sane
La salute non comincia in ospedale: enti locali e prevenzione primaria per costruire comunità più sane

Gentile Direttore,quando parliamo di salute, il pensiero corre quasi automaticamente agli ospedali, agli ambulatori, alle liste d’attesa e alle prestazioni sanitarie. È comprensibile, ma è una rappresentazione incompleta della salute...

Le competenze non si riscrivono una professione alla volta
Le competenze non si riscrivono una professione alla volta

Gentile Direttore,il caso dell’Atto del Governo n. 440 mostra quanto sia delicato intervenire sulla disciplina delle attività di una professione senza valutare contestualmente gli effetti che quelle modifiche possono produrre...

Direttori generali: non basta cambiare chi sceglie, occorre ripensare il mandato
Direttori generali: non basta cambiare chi sceglie, occorre ripensare il mandato

Gentile Direttore, il disegno di legge N° 179/2023 “Modifiche al decreto legislativo 4 agosto 2016, n.171, in materia di nomina del Direttore Generale delle Aziende Sanitarie Locali, delle Aziende Ospedaliere...

Competenze dei Biologi: la verità dei fatti contro le provocazioni corporative
Competenze dei Biologi: la verità dei fatti contro le provocazioni corporative

Gentile Direttore,la barca della scienza naviga verso orizzonti sempre nuovi e, per esplorare territori ancora in parte ignoti, richiede oggi un approccio globale - quello della "One Health" - e...