Nei Corsi di Laurea in Medicina insegniamo a “saper essere” attraverso le “Medical Humanities”

Nei Corsi di Laurea in Medicina insegniamo a “saper essere” attraverso le “Medical Humanities”

Nei Corsi di Laurea in Medicina insegniamo a “saper essere” attraverso le “Medical Humanities”

Gentile Direttore,
la Conferenza Permanente dei Presidenti dei Consigli di Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia (CPPCCLMM&C) ha, negli ultimi dieci anni, sempre più dato ampio spazio a quelle che vengono chiamate “Medical Humanities”. Con questa espressione si intende un insieme di metodi e tecniche didattiche relative all’uso delle arti visive, filmiche, della letteratura, del teatro e della narrazione nella formazione dei medici e degli altri professionisti della salute.

Le Medical Humanities (MHs) si propongono di creare un ambiente educativo in cui sia possibile attivare, in modo congiunto, i processi logici, estetici ed emotivi per recuperare una dimensione quanto più completa dell’essere umano. Il futuro medico deve essere in grado, fin dai primi anni della sua formazione, di guardare oltre lo studio delle malattie ad uno scenario più vasto, in cui salute e malattia hanno implicazioni sociali molto forti e di comprendere profondamente i contesti della cura (sociali, culturali, economici).
 
Il futuro medico deve “sapere“, deve “saper fare” e soprattutto deve “saper essere” per far fronte all’aumento crescente delle disuguaglianze in salute, aggravato dall’epidemia globale di patologie croniche, ed alla complessità della loro gestione in un contesto di differenze socio-economiche, culturali e demografiche anch’esso in continua evoluzione. Il suo percorso formativo, come futuro professionista della salute, prevede quindi un approccio interdisciplinare e multidimensionale volto a creare connessioni fra bioetica, sanità pubblica, letteratura e arte come strumenti di comprensione dei contesti in cui la medicina opera.

La CPPCCLMM&C si è preoccupata di disegnare un curriculum formativo capace di garantire a tutti gli studenti i requisiti minimi di conoscenza e competenza; in tutte i corsi di laurea in Medicina italiani l’insegnamento delle MHs occupa un tempo e uno spazio importante nel piano di formazione del medico, senza nulla togliere al rigore della formazione scientifica, ma evitando che questa diventi l’unico asse portante dell’intera struttura formativa.

La CPPCCLMM&C dal 2000 ha individuato nella dorsale della Metodologia medico-scientifica, che si rivolge allo studente dal primo al sesto anno di corso, lo spazio dove introdurre le Unità Didattiche delle MHs. Alcune discipline ricomprese nell’ambito delle MH sono inglobate nei corsi integrati di Metodologia medico-scientifica di base al I anno. La storia del metodo in medicina, il metodo clinico, il metodo sperimentale e il rapporto con il paziente, la relazione medico-paziente sono affrontate nei corsi di Metodologia medico-scientifica del II e III anno.
 
Nel IV e V anno, dove insistono le discipline specialistiche ed i tirocini nei reparti e negli ambulatori, vi è sempre un richiamo al “saper essere” contestualizzandolo alle diverse condizioni. Nel VI anno vengono valutate ed analizzate le competenze raggiunte nel rispondere alla domanda di salute con una visione d’insieme clinica e sociale.

L’opinione del dott. Panti, espressa recentemente in merito al documento redatto da tre Rettori delle Università Toscane, rafforza quanto la Conferenza sostiene da sempre ma non tiene conto di quanto i Corsi di laurea in Medicina, attraverso il raccordo della Conferenza, hanno portato avanti da più di un decennio.
 
Ed ha ragione il Prof. Bechi, prorettore a Firenze, che tutto quello che lui suggerisce è in buona parte già in opera. Non vi è dubbio che nei 59 Corsi di laurea in Medicina Italiani esistano eccellenze e/o criticità e che la Conferenza debba sempre più impegnarsi a uniformare l’insegnamento delle MHs. Non vi è dubbio che è fondamentale incentivare nel percorso formativo l’approccio multidimensionale, volto a creare connessioni fra ciò che già è formalmente erogato (bioetica, storia della medicina, pedagogia medica, igiene e sanità pubblica;) e ciò che non lo è ancora in modo strutturato (antropologia medica, sociologia, letteratura e arte).
 
L’opportunità di un ampliamento del percorso formativo dei professionisti della salute attraverso le MHs appare sempre più attuale e, sin dalla sua fondazione, la Conferenza lo ha indicato tra le sue priorità.
 
Noi cerchiamo di formare i Medici di oggi e quelli di domani con standard educativi sempre più alti per renderli capaci di fare ricerca, assistenza o altro ancora. Non crediamo aver raggiunto modello ideale di formazione, ma la continua e costante attività del gruppo di Innovazione Pedagogica, organo attivo e pro-attivo che opera in seno alla Conferenza, composto da Docenti e Studenti, testimonia quanto siamo convinti di poter migliorare, sempre.

Prof. Stefania Basili – Presidente della CPPCCLMM&C
Prof. Giuseppe Familiari – Vice-Presidente della CPPCCLMM&C
Prof. Bruno Moncharmont – Vice-Presidente della CPPCCLMM&C
Prof. Pietro Gallo – Responsabile Commissione Innovazione Pedagogica della CPPCCLMM&C 

18 Giugno 2018

© Riproduzione riservata

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...