Neuropsicologia. Una specialistica esistente, riconoscerne l’autonomia

Neuropsicologia. Una specialistica esistente, riconoscerne l’autonomia

Neuropsicologia. Una specialistica esistente, riconoscerne l’autonomia

Gentile Direttore, già in un articolo pubblicato sul Quotidiano Sanità il 13 gennaio 2025, in risposta al documento “Linee di indirizzo per la funzione della psicologia del SSN”, abbiamo evidenziato la necessità di riconoscere a pieno titolo la Neuropsicologia...

Gentile Direttore,
già in un articolo pubblicato sul Quotidiano Sanità il 13 gennaio 2025, in risposta al documento “Linee di indirizzo per la funzione della psicologia del SSN”, abbiamo evidenziato la necessità di riconoscere a pieno titolo la Neuropsicologia, dedicata allo studio dei processi cognitivo-comportamentali e dei relativi substrati anatomo-fisiologici, come specializzazione autonoma in quanto area specialistica riconosciuta dal 1999 e integrata nel Sistema Sanitario Nazionale. Per quanto attiene alla Neuropsicologia dedicata alla valutazione dei Disturbi Neurocognitivi e delle loro forme precliniche, i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), prevedono l’operatività dei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD). I vigenti Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali per le Demenze (PDTA) e le recenti Linee Guida per le Demenze e il Mild cognitive impairment, indicano la figura sanitaria del Neuropsicologo come parte costituente delle equipe multidisciplinari nei CDCD e delle reti costituite con i Servizi territoriali di cure primarie.

Appare anacronistico constatare che ad oggi, l’accesso ad Avvisi, Manifestazioni d’interesse e Concorsi Pubblici dedicati all’area neuropsicologica richiedano specializzazioni in un’altra disciplina quale quella della psicoterapia. Sebbene il Fondo Alzheimer e Demenze abbia costituito una occasione unica per riconoscere la neuropsicologia come specializzazione autonoma, indicando la necessità di personale sanitario formato in tale ambito, molti dei bandi pubblici emessi a seguito del finanziamento del Fondo Azlheimer e Demenze, hanno richiesto come specializzazione quella della psicoterapia.

Siamo pertanto in linea con quanto pubblicato sul Quotidiano Sanità il 18 febbraio 2026 a firma del Dr. Mario Sellini, con riferimento al DDL 2700 sulla riforma delle professioni.

Condividiamo la necessità di dare spazio alle diverse voci dell’ambito scientifico, in tutte le forme di rappresentanza delle aree specialistiche, quando si prospetta una riforma che coinvolge professioni sanitarie già riconosciute.

Siamo in linea con la necessità che la psicologia risponda ai bisogni di salute e di benessere psicologico della popolazione. Attualmente, la Demenza rappresenta una emergenza sanitaria, con una prevalenza del 7% nella popolazione italiana ultrasettantenne e del 30% in quella ultraottantenne. Occorre ricordare che la Demenza è caratterizzata da un deterioramento globale, progressivo e irreversibile delle funzioni cognitive precedentemente acquisite, un progressivo deficit delle normali attività quotidiane che riducono gradualmente l’autonomia delle persone e dalla insorgenza di una varietà di sintomi comportamentali e neuropsichiatrici. Tali evidenze cognitive e comportamentali determinano un carico assistenziale progressivamente significativo sui caregiver. Si tratta di un bisogno di salute della popolazione in aumento, caratterizzato da cronicità.

Il ruolo del Sistema Sanitario Nazionale di individuare e intervenire sui bisogni della popolazione, non può prescindere dal riconoscimento delle specializzazioni attualmente riconosciute dalla legislazione. Concordiamo sulla funzione delle specializzazioni come costituenti di reti di professionisti altamente qualificati e tutelanti il diritto alla salute.

Accogliamo la necessità che le attuali specializzazioni siano legittimate nella loro autonomia anche giuridica e non più considerate equipollenti alla formazione specialistica della psicoterapia, unica specializzazione attualmente riconosciuta per accedere ai concorsi pubblici.

Pur essendo riscontrabili nei vari Servizi sanitari nazionali, psicologi con specializzazioni altre dalla psicoterapia, come ad esempio la figura sanitaria del Neuropsicologo nei CDCD, tale equipollenza, determina e sostiene una realtà attualmente evidente e incongrua, come evidenziato nell’articolo a firma del Dr. Sellini: “…..il profilo professionale di psicologo nel Servizio sanitario, sia l’unico, tra tutti i profili della dirigenza sanitaria, a non avere accesso a specializzazioni esclusive e riservate”.
La legittimazione normativa delle specializzazioni vigenti e la loro autonomia è garante di una specifica formazione specialistica, imprescindibile ai fini di una funzione multidisciplinare e interdisciplinare nei servizi sanitari, specialistica e non generalizzata, unica garanzia del benessere della popolazione.

Riteniamo sia necessario attuare un completo riconoscimento della autonomia delle specializzazioni ad oggi vigenti, come la Neuropsicologia, nei diversi campi di applicazione tra i quali quello dedicato al Disturbo Neurocognitivo, che non possono più essere considerate delle equipollenze, ma delle specialistiche autonome. Questo permetterebbe di rispondere stabilmente e funzionalmente alle esigenze dei bisogni di salute della popolazione, garantendo i Livelli Essenziali di Assistenza, applicando i PDTA nazionali, regionali e aziendali, nel rispetto delle Linee Guida.

Rita Bonanni
Centro Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD), Distretto X, ASL Roma
3

Manuela Castellino
S.C. Alzheimer e altre demenze, Presidio Ospedaliero Riabilitativo “B.V. Consolata”- Fatebenefratelli – S. Maurizio C.se (To)

Alessia Ciccola
Centro Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD), Montegranaro UOC Neurologia Ast Fermo

Maila Coltelli
Psicologia della continuità ospedale territorio, Presidio Ospedaliero Apuane, USL Toscana nord ovest

Erika Farinet
S. C. Geriatria, AUSL della Valle d’Aosta

Vincenzo Giorgio
Psicologo di base, ASL BT Andria

Monica Gurtner
Centro Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD), Gorizia-Monfalcone

Valentina Laganà
Associazione per la Ricerca Neurogenetica, Lamezia Terme (CZ)

Paola Ortu
Centro Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD), AOU-SS

Giusi Perna
Centro Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD), ASL di Imola

Francesca Sensi
Centro Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD), ASL Pescara

06 Marzo 2026

© Riproduzione riservata

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