Neuroriabilitazione e Covid, un impegno costante e silenzioso

Neuroriabilitazione e Covid, un impegno costante e silenzioso

Neuroriabilitazione e Covid, un impegno costante e silenzioso

Gentile Direttore,
l’Italia è stato il primo paese occidentale con elevata diffusione di infezione da Coronavirus (COVID-19 ed ha quindi rappresentato la prima linea messa alla prova dalla pandemia (1). È nota a tutti la portata degli esiti dell’infezione sulle funzioni respiratorie; ma le persone che hanno contratto il virus hanno spesso riportato anche gravi disabilità legate a danni del sistema nervoso (2).
 
Per questi pazienti, come per quelli con patologie neurologiche per le quali incidenza e numero dei ricoveri ospedalieri non sono diminuiti, come ad esempio l’ictus, è stato fondamentale il ruolo della neuroriabilitazione per la gestione efficiente dei posti letto di terapia intensiva.
Proprio per l’improvvisa necessità di posti letto, infatti, è aumentata la pressione su tutti i reparti e, anche sui reparti di neuroriabilitazione per l’ammissione di pazienti con gravi disabilità neurologiche con funzioni vitali instabili e ad alto rischio di complicazioni mediche.
 
Questo scenario ha messo a dura prova anche il personale sanitario delle strutture ospedaliere non covid, impegnato da un lato nello sforzo di ridurre al minimo il rischio di infezione per poter decongestionare le terapie intensive, e dall’altro nel garantire la continuità dei percorsi di area neurologica ai pazienti negativi al virus, proseguendo nell’importante missione di favorire il ritorno al massimo grado di autonomia possibile delle persone con lesioni del sistema nervoso.
 
Durante la pandemia, infatti, i pazienti non-covid colpiti da patologie tempo-dipendenti non possono attendere di essere trattati e devono, al contempo, essere protetti dal contagio (3).
 
Accanto alle previsioni dei diversi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, nelle strutture ospedaliere sono state adottate ulteriori misure igienico-sanitarie straordinarie per monitorare l’insorgenza delle infezioni. Tra queste, lo screening bisettimanale del personale sanitario e dei pazienti e il controllo degli accessi, con la conseguente riduzione del sostegno dei caregivers, di fondamentale importanza per il recupero dei pazienti in neuroriabilitazione.
 
Ne è scaturita una maggiore gravità nei pazienti ricoverati, anche alla luce dei ritardi del loro ingresso in neuroriabilitazione a causa delle infezioni sospette o conclamate, oppure, ancor prima, per lesioni aggravate dal timore di rivolgersi ad un pronto soccorso durante la pandemia, specie in caso di infarti, ictus o altre patologie afferenti ai percorsi di emergenza/urgenza. Elemento non trascurabile per questi pazienti: l’approccio riabilitativo precoce può infatti essere dirimente per l’esito dell’iter terapeutico (4).
 
In questo primo anno di pandemia le professioni sanitarie della neuroriabilitazione hanno giocato un ruolo cruciale per la gestione e l’assistenza dei pazienti presenti nelle unità di terapia intensiva e per accogliere i pazienti negativizzati provenienti dai reparti COVID-19 dei presidi ospedalieri.
 
Fisioterapisti, logopedisti, terapisti occupazionali e le altre professioni sanitarie della riabilitazione sono quotidianamente in prima linea nelle unità intensive, nei reparti COVID-19 e anche sul territorio. Ma soprattutto nella neuroriabilitazione ospedaliera di alta specialità, queste figure professionali stanno – silenziosamente – assolvendo ad un compito fondamentale per il buon funzionamento dei percorsi di emergenza-urgenza.
 
Non ultimo, mentre alcune delle complicanze a livello del sistema nervoso dell’infezione da COVID-19 sono già note, altre potrebbero emergere, rendendo indispensabili percorsi neuroriabilitativi personalizzati.
 
Anche in questo contesto, le figure professionali della riabilitazione, insieme a tutte le altre professioni sanitarie già fortemente coinvolte, avranno un ruolo importante a supporto della salute pubblica.
 
Marco Tramontano
Dirigente Area Riabilitativa – Fondazione Santa Lucia IRCCS, Roma
 
Bibliografia
1. Lazzerini M, Putoto G. COVID-19 in Italy: momentous decisions and many uncertainties. Lancet Glob Health. (2020) 8:e641–2. 10.1016/S2214-109X(20)30110-8
2. Bartolo M, Intiso D, Lentino C, Sandrini G, Paolucci S, Zampolini M, et al. . Urgent measures for the containment of the coronavirus (Covid-19) epidemic in the neurorehabilitation/rehabilitation departments in the phase of maximum expansion of the epidemic. Front Neurol. (2020) 11:423.
3. Leocani L, Diserens K, Moccia M, Caltagirone C. Disability through COVID-19 pandemic: neurorehabilitation cannot wait. Eur J Neurol. (2020) 27:e50–1. 10.1111/ene.14320
4. Paolucci S, Antonucci G, Grasso MG, Morelli D, Troisi E, Coiro P, et al. . Early vs. delayed inpatient stroke rehabilitation: a matched comparison conducted in Italy. Arch Phys Med Rehabil. (2000) 81:695–700. 10.1016/S0003-9993(00)90095-9

16 Aprile 2021

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