Non confondiamo l’autonomia professionale del medico con la non erogabilità a carico del Ssn di prestazioni non appropriate

Non confondiamo l’autonomia professionale del medico con la non erogabilità a carico del Ssn di prestazioni non appropriate

Non confondiamo l’autonomia professionale del medico con la non erogabilità a carico del Ssn di prestazioni non appropriate

Gentile direttore,
mi hanno meravigliato molto le polemiche seguite all’incontro del Ministro Lorenzin di martedì scorso con le organizzazioni sindacali mediche, durante il quale la questione dei risparmi conseguenti alle norme sull’appropriatezza inserite nel DL Enti Locali mi sembrava chiarita e ridimensionata rispetto alle notizie filtrate nei giorni precedenti e dove il Ministro aveva illustrato proposte ben più importanti quali le linee guida della proposta di legge sulla colpa professionale, attesa da anni dalla categoria, e si era impegnata a farla approvare dal Parlamento in tempi rapidi e l’applicazione della Madia e del Patto per la salute.
 
Il Ministro Lorenzin si è inoltre impegnata a recepire indicazioni e ad incontrare di nuovo i sindacati a settembre prima di emanare il DM. Le prestazioni per le quali verrà esclusa l’erogabilità dal servizio saranno in numero limitato e definite sulla base del parere degli esperti e di lavori già conosciuti. Verranno inoltre predisposte delle indicazioni di appropriatezza per fornire al Medico un supporto nella prescrizione. Non è un meccanismo nuovo nel S.S.N.: ci sono prestazioni già escluse dai LEA e la prescrizione dei farmaci “off label” è consentita a scelta del medico, ma il costo è a carico del cittadino ed eventuali comportamenti difformi del professionista sono sanzionati economicamente e segnalati agli Ordini provinciali, perché vengano valutati sotto il profilo deontologico.
 
Con la trasformazione dei medici dipendenti da professionisti a “dirigenti” si è accettato il principio, alcuni lo hanno addirittura applaudito, che i medici dovessero farsi carico della compatibilità dei costi delle prestazioni erogate. I Direttori di struttura sono soggetti a verifica per la conferma non valutando la loro competenza professionale ed i risultati clinici dell’équipe, bensì il rispetto di un budget imposto dal Direttore Generale su base esclusivamente economica. La norma contestata è all’interno di questa logica; non dimentichiamo che sono state le Regioni a volerla.
 
Non va più bene questo sistema “aziendalistico” introdotto dalla 229? Io ne sono convinto, e lo sostengo da tempo, proponendo un recupero del ruolo preminentemente professionale del Medico e conseguentemente di un nuovo stato giuridico e di una nuova carriera.
 
Se ci piace il sistema attuale e non vogliamo cambiare, non protestiamo ogni volta che le Regioni tentano di imporci di privilegiare, in quanto loro dirigenti “con rapporto fiduciario”, gli aspetti gestionali.
 
Altrimenti impegniamoci tutti insieme (FNOMCeO e sindacati medici) ad elaborare proposte tese al recupero del ruolo centrale del Medico nella tutela della salute, anche attraverso le necessarie modifiche normative ed a queste collegare iniziative di confronto e comunicazione da effettuare nei prossimi mesi.
 
 
Riccardo Cassi
Presidente nazionale Cimo

06 Agosto 2015

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