Osteopatia. No alla malevole interpretazione dei dettami dell’OMS

Osteopatia. No alla malevole interpretazione dei dettami dell’OMS

Osteopatia. No alla malevole interpretazione dei dettami dell’OMS

Gentile Direttore,
dopo aver letto diversi articoli pubblicati nel merito dell’Osteopatia, mi corre l’obbligo di ringraziare il Collega Davide B. Albertoni, Presidente Nazionale del Gruppo di Terapia Manuale – AIFI e Consigliere Nazionale AIFI, nel merito della lettera pubblicata il 12 giugno 2016.

Si evince che il collega abbia effettuato un’attenta analisi scientifica del Fenomeno Osteopatia, rappresentata con Documenti Ufficiali ed esposti con estrema chiarezza, ossia ( mia percezione) la malevole interpretazione dei dettami dell’OMS da parte di detti soggetti, ritenuti, in atto, dal nostro Ordinamento, Abusivi  nell’Esercizio Professionale, nonché la denuncia della pretesa di riconoscimento di Professione Sanitaria.

Colgo l’occasione per rappresentare grandissimi Vulnus nel merito del Testo approvato dal Senato.
Infatti, lo stesso è intriso da innumerevoli contesti di Incostituzionalità.
Mi permetto di esprimere anche un semplicissimo concetto giuridico del testo del DDL 1324:
all’art, 3, comma 14 , è stabilito che  “ Restano ferme le disposizioni di cui agli articoli 5 e 7, comma 2, della legge 1º febbraio 2006, n. 43, in materia di istituzione, trasformazione e integrazioni delle professioni sanitarie.”.
All’art. 4  è prevista  l’Istituzione e definizione della professione dell’osteopata.
All’art 12 è prevista  l’Istituzione e definizione della professione del chiropratico.

Appare evidente che, all’interno dello stesso ddl , insistano enormi e grandi conflitti sotto il profilo Costituzionale , per le modalità con cui i nostri Parlamentari operano nel Legiferare.

Infine, l'aumento di altre Professioni e Professionalità della Sanità in un contesto restio a dare veramente spazio e riconoscimento alle stesse, quindi pari dignità nell'erogazione accreditata delle prestazioni sanitarie ai cittadini che le richiedono, e in mancanza di norme per l'accreditamento degli studi professionali, porterà a conflitti tali di cui non sappiamo come farà il Ministero della Salute a dirimere situazioni di una complessità di tale portata.

La scrivente O. S. SPIF AR  non rimarrà sicuramente a guardare , ma metterà in campo tutte le azioni possibili e concesse dal nostro Ordinamento , per interrompere, in Commissione Affari Sociali della Camera, detto scempio.

Roberto Ferrara
Segretario Nazionale SPIF AR

20 Giugno 2016

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