PA. La soluzione è davvero sempre quella dei dirigenti fiduciari?

PA. La soluzione è davvero sempre quella dei dirigenti fiduciari?

PA. La soluzione è davvero sempre quella dei dirigenti fiduciari?

Gentile Direttore,
dopo un anno di pandemia e lo sforzo immane, a scarsità di risorse umane e strumentali, messo in campo dai dirigenti per garantire servizi e prestazioni, la proposta di reclutare ancora una volta i  dirigenti dall’esterno, con il raddoppio degli attuali limiti percentuali (dal 10% al 20% del personale in servizio) e soprattutto senza la preventiva verifica della presenza di adeguate professionalità interne, ci appare davvero incomprensibile.

A parte l’evidente danno erariale di non utilizzare professionalità già presenti, siamo radicalmente contrari a questa ipotesi, che non solo offende la dignità professionale, le competenze, lo spirito di servizio delle migliaia di dirigenti che da sempre si impegnano per il funzionamento dell’Amministrazione pubblica, ma perché non potrà che confermare e aggravare, se possibile, quanto sul campo si è già verificato con l’immissione dei vari dirigenti  19 comma 6, 110 TUEL e 15 septies che dir si voglia.
In questo momento, più di tutto, servono dirigenti con la “schiena dritta” che diano il proprio qualificato apporto al buon andamento delle amministrazioni, sapendo anche dire il proprio NO quando serve per il bene pubblico.

I dirigenti fiduciari per status non sono in questa condizione. La loro precarietà lavorativa in uno con la sudditanza verso chi li ha scelti fiduciariamente –  spesso sorvolando sulla effettiva coerenza fra capacità ed incarico da svolgere – ha dato ampia dimostrazione di come questo tipo di dirigenza sia nella realtà il più solido grimaldello in mano alla politica per ingerirsi in ciò che non le spetta: la gestione.

Il dirigente fiduciario è stato lo strumento –  in questi anni di sbagliatissima privatizzazione della dirigenza pubblica – per mortificare ed accantonare le grandi competenze dal pensiero autonomo e non allineato, messe da parte dalla nuova nomenklatura.

Il dirigente fiduciario è stato quello che dal 1995 ha sottratto possibilità di carriera a quei funzionari capaci e competenti che vorrebbero diventare dirigenti ai quali non vengono date le opportunità di farlo per totale assenza dell’ordinario reclutamento dirigenziale.

Come si fa a non comprendere che proprio tali funzionari – ossatura della PA – rappresentano la continuità dirigenziale e la solidità della PA?

Siamo d’accordo sulla necessità di introdurre competenze digitali, innovazioni e semplificazioni nei processi: la maggioranza dei dirigenti lo vuole fare e l’ha anche fatto in questi mesi di emergenza, inventandosi modalità di lavoro mai prima sperimentate pur di fare quello che si doveva fare e anche di più.

Per cambiare la P.A. non abbiamo però bisogno di manager rampanti, magari provenienti dal privato e del tutto avulsi da una realtà che non può per missione  istituzionale seguire le regole del privato, di yes-men assoldati dal potere di turno (al politico non bastano più neanche gli “uffici di diretta collaborazione”?). Davvero crediamo che per “essere manager” basta sostituire anni di esperienza professionale con due parole di inglese e la capacità di smanettare?

Vogliamo concorsi, rapidi sì ma soprattutto trasparenti, per assumere chi merita e chi ha scelto e sceglie la P.A. come propria carriera professionale, chi alle capacità aggiunge la volontà di servire il bene comune.

Vogliamo che siano riconosciute e incentivate le competenze che esistono nelle Amministrazioni e le fanno funzionare, che non si perdano memoria storica e continuità amministrativa, perché se non si parte dalla fiducia e dalla valorizzazione di quello che già c’è nelle nostre strutture, inevitabilmente scenderanno qualità e motivazioni e ci troveremo a vivere una stagione peggiore di quella passata.
Ci appelliamo al presidente Draghi che ha dichiarato di volere investire veramente nella Pubblica Amministrazione!

Elisa Petrone  
Segretario generale Fedirets

Mario Sette
Segretario aggiunto Fedirets

02 Aprile 2021

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