Per gli infermieri finalmente un’apertura a risorse aggiuntive

Per gli infermieri finalmente un’apertura a risorse aggiuntive

Per gli infermieri finalmente un’apertura a risorse aggiuntive

Gentile Direttore,
lo sciopero degli infermieri del 2 novembre u.s., che ha coinvolto anche altri professionisti sanitari, sta iniziando a produrre i suoi primi frutti. La nota inoltrata dal Presidente del Comitato di Settore Sanità, apre la porta ai primi possibili riconoscimenti. Riconoscimenti rivendicati durante la manifestazione del 15 ottobre, e portati al vaglio del Comitato di Settore Sanità, il quale, per mezzo del suo Presidente ci ha tenuto a incontrare il Presidente del Nursing-Up (ideatore della manifestazione), e il Coina in rappresentanza delle altre Associazioni (Coina, Aadi e Infermieri in Cambiamento).

Non possiamo quindi che leggere positivamente quanto scritto dal presidente del Comitato di Settore Sanità, il quale evidenzia l'impegno, nell’ambito del confronto in corso con il Governo, e scrivendo che: “… le regioni porranno l’assoluta necessità di prevedere specifiche risorse aggiuntive per il personale sanitario, allentando contestualmente, se non eliminando, i vincoli che oggi impediscono, anche per le regioni in piani di rientro, di realizzare politiche virtuose”.

Il Presidente del Comitato di Settore specifica inoltre nella nota: “di aver provveduto a interessare la Commissione Salute in relazione alla creazione di uno specifico emendamento riguardo all’indennità di esclusività e alla necessità di rimuovere l’ostacolo giuridico che ne impedisce l’esercizio”.

In qualità di Associazione sindacale di categoria, il Coina è soddisfatto del percorso intrapreso, consci del fatto che i risultati raggiunti dipendono in primis dalla collaborazione di tutte le Associazioni di categoria presenti alla Manifestazione, e che, ognuna nelle sue possibilità, ha contribuito alla riuscita di quanto pianificato.

Dobbiamo ringraziare tutti gli infermieri e i professionisti sanitari che hanno partecipato in questi mesi alle nostre battaglie e che forse, grazie a questa apertura da parte del Comitato di Settore, ci hanno permesso di intravedere uno scenario migliore.

Siamo stati anche criticati da qualcuno (per ovvio interessi 'partitici'), per aver proclamato lo sciopero in questo momento difficile, ma era necessario. Non possiamo continuare a lavorare in queste condizioni sempre più critiche, e soprattutto senza quel riconoscimento professionale ed economico che si aspetta, ormai, da più di vent'anni. I numeri parlano chiaro, ogni anno centinaia di infermieri fuggono all'estero dove le altre nazioni li aspettano a braccia aperte, proprio grazie a quella professionalità che contraddistingue la categoria e che noi tanto decantiamo.

All'estero gli infermieri italiani trovano, oltre al giusto riconoscimento economico (stipendi che arrivano anche a 3000€, a fronte dei 1400€ percepiti in Italia), anche il desiderato riconoscimento professionale, che li vede in prima linea nella gestione e nella cura specializzata del Paziente, senza la paura di vedersi demansionati nello svolgimento delle mere attività 'alberghiere' di corsia. Il vero paradosso lo abbiamo raggiunto proprio in questi giorni di crisi sanitaria, dove la carenza di personale infermieristico ha costretto gli ospedali a cercare personale infermieristico negli altri  paesi europei, offrendo loro stipendi da 3200 euro al mese; invece i professionisti italiani continuano a svolgere il loro dovere per 1400 euro al mese.

A questo punto, dopo l'apertura da parte del Comitato di Settore Sanità, dobbiamo attendere che dalle parole si passi a fatti, e nel frattempo continuare con azioni mirate, così da non abbassare la guardia e continuare a perseguire l'obiettivo che ci siamo proposti, perché ancora nulla è deciso. Pertanto il Coina proseguirà il percorso intrapreso con Nursing-Up e le altre associazioni di categoria e aderirà allo stato di agitazione proclamato dal Nursing-up.

Marco Ceccarelli
Segretario Nazionale Coina

11 Novembre 2020

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