Perché ha ragione Cavicchi quando ci chiede di rimetterci in gioco

Perché ha ragione Cavicchi quando ci chiede di rimetterci in gioco

Perché ha ragione Cavicchi quando ci chiede di rimetterci in gioco

Gentile Direttore,
ho letto con interesse l'intervento di Ivan Cavicchi dello scorso 17 settembre su Quotidiano sanità. Credo che abbia il merito di gettare un sasso nello stagno del dibattito sul presente e sul futuro del servizio sanitario nazionale. Propone, provoca, stimola il confronto.
 
Non su tutte le sue proposte mi convincono ma il punto vero che non può che trovarci tutti concordi è che bisogna cogliere questa fase, la nuova centralità del servizio sanitario nazionale, le risorse a disposizione, per ridisegnare il futuro delle nostre politiche della salute sciogliendo i tanti nodi che in questi mesi sono venuti, tutti insieme, al pettine.
 
Dobbiamo "alzare l'asticella". Bisogna ripensare il ruolo delle professioni sanitarie partendo dai bisogni, nuovi o antichi che non hanno avuto risposte, delle comunità. Bisogna rivedere i modelli organizzativi, ripensare e riformare alla luce delle profonde innovazioni tecnologiche e sociali che ci hanno toccato anche prima del Covid ricordando che, ad esempio, l'ultima riforma strutturale che si è fatta del servizio sanitario nazionale è avvenuta nella seconda metà degli anni 90 quando ancora per comunicare usavamo il fax…
 
Bisogna essere consapevoli che la riforma costituzionale è ineludibile per "chiudere il cerchio" della divisione tra poteri e responsabilità tra stato centrale e regioni che è banalmente "appesa" da quasi venti anni con un modello che purtroppo non funziona come dovrebbe non garantendo pari esigibilità dei diritti a tutte le persone che vivono nel nostro paese.
 
Non so se è arrivato il momento di chiedere una "costituente del servizio sanitario nazionale", forse sarebbe utile ed opportuno. Sicuramente è il momento di pensare al di fuori degli schemi tradizionali. Abbiamo verificato quanto il servizio sanitario sia uno strumento straordinario di coesione sociale, sviluppo economico e sicurezza.
 
Ripensarlo per rafforzarlo mettendo insieme le energie migliori del paese è il miglior modo, credo, per prenderci cura della più importante e strategica infrastruttura sociale che abbiamo.
 
Per tutto questo l'invito che Cavicchi fa a rimettersi in gioco andrebbe raccolto.
 
Antonio Gaudioso
Segretario generale di Cittadinanzattiva

21 Settembre 2020

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