Perché bisognerebbe ritirare il disegno di legge per il riordino del Ssn

Perché bisognerebbe ritirare il disegno di legge per il riordino del Ssn

Perché bisognerebbe ritirare il disegno di legge per il riordino del Ssn

Gentile Direttore, si stanno accumulando prese di posizioni autorevoli contro il disegno di legge delega per il riordino del SSN. Solo ieri Qs ne ha riportate due, quella della Commissione Salute delle Regioni e di Gimbe.

Gentile Direttore,

si stanno accumulando prese di posizioni autorevoli contro il disegno di legge delega per il riordino del SSN. Solo ieri Qs ne ha riportate due, quella della Commissione Salute delle Regioni e di Gimbe.

Sin dalla sua prima apparizione io ho segnalato in diversi interventi su Qs la pericolosità di questo ddl a partire dallo smaccato orientamento favore di privati e Università e dalla sua inadeguata impostazione generale. Come complemento a questa iniziativa di comunicazione tecnica sul ddl ho anche, in modo che riconosco alquanto donchisciottesco, promosso su change.org lo scorso 25 marzo una raccolta firme a favore di una petizione per il ritiro del ddl.

Mi permetto di riprendere il testo della petizione che mi sembra valga la pena di riprendere  alla luce del dibattito che si sta accendendo sul ddl, alla cui lettura e annessa relazione illustrativa pure rimando partendo dalla documentazione disponibile nel sito del Senato.  Il sostegno a questa petizione potrebbe essere un ulteriore contributo a trasformare la discussione di questo ddl in un approccio organico e propositivo alle criticità del Ssn.

“Il diritto alla Salute è tutelato in Italia dalla Costituzione, che all’articolo 32 recita al riguardo: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.” Purtroppo la tutela di questo diritto, che in Italia viene garantito dal Servizio Sanitario Nazionale istituito dal 1978, è attualmente nel nostro Paese in crisi per l’influenza di vari fattori, tra cui il sottofinanziamento della sanità pubblica e le difficoltà di reclutamento del personale. Come effetto di questa crisi i cittadini hanno sempre più difficoltà di accesso alle prestazioni, non solo di tipo ambulatoriale, ma anche di tipo ospedaliero e territoriale, incluse le prestazioni di medicina preventiva e i programmi di promozione della salute. Nel frattempo cresce la spesa privata a carico dei cittadini e il fenomeno della rinuncia alle prestazioni.

 Il Governo sta predisponendo per iniziativa del Ministro della Salute Schillaci un disegno di legge  attualmente depositato in Senato “per la delega al Governo per l’adozione di misure in materia di riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e revisione del modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale”. Questo disegno di legge non rispetta né nella forma né nella sostanza l’Articolo 32 della Costituzione. Nella forma perché è scritto in modo assolutamente non chiaro, come l’argomento richiederebbe. Ma è soprattutto nella sostanza che il ddl tradisce lo spirito dell’articolo 32 in quanto:

  • omette completamente l’ambito della prevenzione e della promozione della salute;
  • privilegia in forma smaccata la assistenza ospedaliera lasciando intendere la possibilità di centralizzare il governo di alcuni super ospedali cui vengono destinati a partire dal 2026 30 milioni l’anno , già messi da parte con congruo anticipo nella manovra di bilancio 2026, finanziamento che a regime costerebbe al Ssn senz’altro molto di più;
  • l’ospedalità privata verrà premiata anche attraverso il riconoscimento degli ospedali elettivi, e cioè quelli per acuti senza Pronto Soccorso, una tipologia di ospedali che in Italia è rappresentata quasi esclusivamente da Case di cura private;
  • per la assistenza territoriale si elencano i temi chiave senza alcun impegno economico prevedendo che per l’area della salute mentale, della neuropsichiatria infantile, delle dipendenze patologiche e della salute nelle carceri i miglioramenti deriveranno dalle misure riorganizzative (questo punto è addirittura offensivo nei confronti di chi vive e soffre questi problemi e di chi lavora in questi ambiti).

Un ddl con queste caratteristiche non rispetta nel modo più assoluto quanto previsto all’articolo 32 della Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.” Per questo si propone una petizione perché il ddl “per la delega al Governo per l’adozione di misure in materia di riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e revisione del modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale” venga ritirato.”

15 Aprile 2026

© Riproduzione riservata

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...