Pertosse. I pediatri: “Ecco perché diciamo sì alla vaccinazione in gravidanza” 

Pertosse. I pediatri: “Ecco perché diciamo sì alla vaccinazione in gravidanza” 

Pertosse. I pediatri: “Ecco perché diciamo sì alla vaccinazione in gravidanza” 

Gentile Direttore,
in merito a quanto riportato dal dott. Donzelli, la Società Italiana di Pediatria sente il dovere di aggiungere una serie di informazioni a supporto dei benefici della strategia vaccinale antipertossica in gravidanza, finalizzata alla protezione del neonato nei primi mesi di vita. È bene precisare che anche se l’efficacia dei vaccini risulta essere molto alta, nessun vaccino è efficace al 100 per cento, inoltre nel caso specifico della pertosse né l’infezione naturale né lo stesso vaccino garantiscono una protezione lunga e duratura.
 
Questo è il motivo per il quale la pertosse risulta essere più frequente tra gli adolescenti e adulti, i quali possono trasmettere la malattia ai bambini non vaccinati (o perché ancora troppo piccoli -bambini da 0 a 2 mesi di età- o perché i loro genitori hanno rifiutato la vaccinazione).
 
Per coloro che dalla lettera del dott. Donzelli avessero recepito un’eventuale inutilità della vaccinazione antipertossica è bene precisare che il valore di tale intervento di prevenzione risulta essere opportunamente riconosciuto anche dall’ultimo documento emanato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ove si cita testualmente che: “l'obiettivo principale della vaccinazione contro la pertosse è quello di ridurre il rischio di forme gravi di pertosse nei neonati e nei bambini piccoli, a causa dell'alta morbilità e mortalità causata da tale malattia in questa specifica fascia di età”.
 
Tra le numerose evidenze scientifiche, un recente studio pubblicato su una prestigiosa rivista di Pediatria (Baxter R et al Pediatrics. May 2017, 139-5-e20164091), nei bambini nati da madri vaccinate in gravidanza rileva una stima della riduzione del rischio di pertosse pari a 91,4% nei primi due mesi di vita e 69,0% nel primo anno di vita.
 
In un altro lavoro (Amirthalingam G et al. Lancet 2014;384,9953:1521–1528), l’introduzione della vaccinazione nel Regno Unito, a fronte di una rapida adesione vaccinale, superiore al 60% delle gestanti, ha rilevato un’efficacia nella riduzione dei casi di pertosse pari al 90% nei lattanti di età inferiore ai 2 mesi di vita.
 
Per quanto attiene la sicurezza e l’efficacia della vaccinazione antipertossica in gravidanza esistono innumerevoli evidenze scientificheraccomandazioni di Società Scientifiche e Associazioni tecnico-scientifiche nazionali ed internazionali a supporto di tale strategia vaccinale, quale garanzia di un’adeguata protezione per la donna e per il nascituro.
 
A integrazione di quanto sopra esposto è bene precisare che anche il vigente Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 include i vaccini dTpa (difto-tetano-pertosse) ed anti-influenzale tra le vaccinazioni raccomandate in gravidanza, e che tali vaccinazioni sono state inserite tra i nuovi Livelli essenziali di assistenza (LEA) quali prestazioni che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente, con le risorse pubbliche raccolte attraverso la fiscalità generale (tasse).
 
Concludendo, pur consapevoli del valore di una serie di misure preventive di carattere generale che possono migliorare la prevenzione della trasmissione di pertosse ai neonati, si deve ribadire che la vaccinazione in gravidanza è lo strumento preventivo con maggiori evidenze scientifiche a suo supporto; per questo si confida nel ruolo proattivo di tutti gli operatori nel fornire alle donne in gravidanza informazioni chiare e trasparenti, finalizzate a indurle ad acquisire la consapevolezza dell’importanza della vaccinazione, anche in un momento magico della loro vita, quale strumento di fondamentale importanza nel proteggere il proprio figlio e se stesse.
 
Rocco Russo, Chiara Azzari, Elena Bozzola, Alberto Villani
Società Italiana di Pediatria

06 Giugno 2019

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