Pronto Soccorso, l’emergenza dell’emergenza

Pronto Soccorso, l’emergenza dell’emergenza

Pronto Soccorso, l’emergenza dell’emergenza

Gentile Direttore,
ancora una volta torna all’attenzione la criticità riguardante i Dipartimenti di Emergenza/Urgenza. Recentemente, infatti, ci eravamo già espressi sulla problematica delle violenze nei confronti degli operatori dell’Ospedale Grassi di Ostia ma nuovamente dobbiamo rappresentare le difficoltà che stanno vivendo i nostri colleghi del Servizio di Pronto Soccorso, problema comune a tutti i Servizi di Emergenza/Urgenza che si trovano con personale insufficiente e una grande richiesta da parte dell’utenza.
Perché siamo arrivati a questo punto?

Innanzitutto, l’impegno dell’emergenza, pur essendo il faro che accompagna tutti gli studenti di medicina, ha perso appeal. Non perché ai medici non interessi più lavorare in questo ambito ma per le eccessive responsabilità alle quali possono andare incontro con problematiche come il rischio di incorrere in procedimenti penali in caso di malpractice (in Europa avviene soltanto in Italia e in Polonia) che comportano premi assicurativi molto alti e avvisi di garanzia che incombono.

Un altro problema quotidiano è quello degli atti di violenza e delle aggressioni nei confronti degli operatori sanitari.
Dobbiamo considerare:
che il paziente che accede al Pronto Soccorso in genere ha in atto una grave patologia che non sempre può guarire o comunque migliorare;
che il medico che interviene è spesso reduce da ore e ore di lavoro e da turni massacranti che non lasciano spazio per un adeguato recupero psico-fisico;
che il numero di utenti che accede è sempre molto alto con conseguenti lunghe attese.

Per ovviare alla carenza di personale medico le aziende sanitarie chiedono ai medici in forza ai suddetti Dipartimenti di effettuare ulteriori turni in regime di prestazioni aggiuntive (spesso nemmeno retribuiti) e cercano di tappare i buchi con medici non specialisti o specialisti in discipline non equipollenti, mettendoli a rischio in materia di responsabilità ma soprattutto non tutelando la salute dei pazienti.

Come migliorare la situazione?

Per prima cosa è necessario lo scudo penale per il personale del Pronto Soccorso, così come è stato fatto in occasione dell’emergenza Covid. Poi sarebbe opportuno gratificare economicamente questi colleghi che quotidianamente permettono la gestione immediata delle urgenze e la sopravvivenza dei cittadini. Solo in questo modo i bandi di concorso per i Servizi di Emergenza/Urgenza avranno risposta.

Auspichiamo che le Aziende Sanitarie e la Regione rispondano a queste criticità derivanti prevalentemente dalla carenza di organico con azioni che non si riducano a vane parole ma che si concretizzino in provvedimenti mirati e tempestivi. Riteniamo che ciò sia doveroso non soltanto nei confronti dei colleghi che con spirito di abnegazione continuano a prestare il loro servizio, nonostante le innumerevoli difficoltà, ma soprattutto al fine di preservare il diritto alla salute dei cittadini sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione.

Dott.ssa Lucilla Boschero
Segretario Generale CISL Medici Lazio

11 Aprile 2022

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