Studi odontoiatrici ad alto rischio? Gli ortodontisti non ci stanno

Studi odontoiatrici ad alto rischio? Gli ortodontisti non ci stanno

Studi odontoiatrici ad alto rischio? Gli ortodontisti non ci stanno

Gentile Direttore,
in questi giorni i media hanno prestato molto interesse all'Odontoiatria, valutando i nostri studi a maggior rischio rispetto ad altre attività e destando allarmismi da parte della popolazione. È vero, siamo a rischio. Come le altre categorie professionali che necessitano di operare a meno di un metro di distanza. Lavoriamo come fanno gli altri medici e gli operatori di servizi dedicati alla persona.

Con in più un valore aggiunto: da sempre contrastiamo con successo agenti patogeni particolarmente aggressivi come i virus dell'epatite e dell'Aids. Questo grazie alle tecnologie anti contagio di cui sono dotati i nostri studi e soprattutto grazie al nostro percorso formativo, che prevede una laurea magistrale di 6 anni e, spesso in aggiunta, una Specializzazione di 3 anni come quella in Ortognatodonzia.

A questo proposito è opportuno puntualizzare che proprio l'esercizio di questa Specialità è a rischio ancora minore, generando quantità trascurabili di aerosol.

Nei nostri studi applichiamo protocolli rigidi e standardizzati di sterilizzazione dello strumentario e di sanificazione degli ambienti. Indossiamo camici, guanti, mascherine, occhiali e visiere. Per proteggere, oltre ai nostri pazienti, noi stessi e il nostro personale. L'abbiamo sempre fatto, continueremo a farlo in maniera ancora più attenta.

Vogliamo ricordare che i decreti ministeriali di chiusura anti Covid-19 non hanno riguardato i nostri studi, inseriti anzi nel DPCM tra le attività essenziali, rimasti aperti per fronteggiare le urgenze odontoiatriche per non intasare i presidi di pronto soccorso, già duramente impegnati a fronteggiare l'emergenza primaria.

Abbiamo obbedito a queste disposizioni, prendendoci anche i relativi rischi, pur di contribuire alla causa comune.
Non vogliamo atteggiarci ad eroi, ma anche noi purtroppo dobbiamo contare i nostri morti.
Per questo non ci stiamo a fare la parte degli untori. Siamo invece disponibili ad incrementare ulteriormente le condizioni di sicurezza, mettendo in atto tutte le indicazioni che forniranno in proposito l'Istituto Superiore di Sanità  e il Ministero della Salute, oltre naturalmente la CAO Nazionale. 

Attendiamo un segnale anche dal Governo, ancora poco incline a valutare forme adeguate di indennità per le nostre attività che hanno subìto una forte decurtazione delle entrate. Perché vogliamo continuare ad esserci e a lavorare, nell'interesse della collettività e per contribuire alla ripartenza del nostro Paese. The Day After, la cosiddetta Fase 2, è già oggi.
 
Gianvito Chiarello
Presidente Nazionale SUSO – Sindacato Unitario Specialità Ortodonzia

14 Aprile 2020

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