Un’ingiustizia l’affaire 43? L’Enpam non c’entra

Un’ingiustizia l’affaire 43? L’Enpam non c’entra

Un’ingiustizia l’affaire 43? L’Enpam non c’entra

Gentile Direttore
penso che l’atto di accusa mosso  alla Fondazione Enpam dal Responsabile nazionale SMI Continuità assistenziale in tema di App (anticipo di prestazione pensionistica) meriti un chiarimento. Enpam è sempre stato propositivo nell’identificare e proporre meccanismi di flessibilità in uscita ed in entrata della professione che garantiscano occupazione e continuità intergenerazionale. 
 
In tal senso è stato tecnicamente ipotizzato, e conseguentemente proposto alle organizzazioni sindacali deputate alla firma degli Accordi, l’istituto dell’App da parte della Fondazione. 
 
Appare evidente che non spetti all’Enpam stabilire i termini applicativi e declinare le condizioni anagrafiche di accesso all’istituto. Ciò spetta, Acn per Acn, alla declinazione negoziale al tavolo della trattativa tra Sindacati e Sisac. 
 
Appare pretestuoso tirare dentro in questa polemica, tutta sindacale, la Fondazione Enpam che attende gli eventuali accordi firmati per poi presentare le sue delibere istitutive dell’App, non attualmente operative, alla determinante approvazione dei Ministeri vigilanti. 
 
Tali delibere, difatti, non impongono limiti anagrafici di accesso agli accordi, bensì li recepiscono purché coerenti con l’equilibrio previdenziale che ogni gestione deve garantire. 
 
Alberto Oliveti
Presidente Fondazione Enpam

21 Luglio 2019

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