Un numero solo di telefono dei sindacati non risolverebbe i problemi

Un numero solo di telefono dei sindacati non risolverebbe i problemi

Un numero solo di telefono dei sindacati non risolverebbe i problemi

Gentile direttore,
spero di non intervenire indebitamente nell’interessante dibattito aperto sul numero delle sigle sindacali mediche dalla mia posizione di medico sì, ma veterinario, pur presidente di FVM che è un sindacato in cui convivono serenamente medici chirurghi e medici veterinari. Ritengo in qualche modo di avere titolo a dire qualcosa sul quesito da lei posto, se non altro perché da oltre 20 anni mi dedico alla rappresentanza sindacale dei veterinari e oggi dei sanitari e dei dirigenti in senso lato attraverso la Cosmed di cui fui un rifondatore.

Nei lustri passati si sono succeduti Governi, Ministri della Salute e della Funzione Pubblica, Presidenti di Regione e Assessori, responsabili sanità dei partiti, direttori dell’ARAN, e tutti quanti hanno sempre saputo quale era il numero di telefono di quelle organizzazioni scomode che si chiamano sindacati. Organizzazioni vetuste, con comandanti che da simpatici amici vengono definiti giurassici e incapaci, ma strumenti estremamente utili per regolamentare il lavoro, per fare accettare difficoltà e restrizioni, per fare funzionare con intelligenza la politica mettendo le pulsioni della pancia delle masse fuori dalla porta delle aule ministeriali.

Oggi lei, Direttore, ha inteso sollecitare una forte aggregazione sindacale. E oggi forse essa è più necessaria di un tempo. Ma non si tratta di semplificare i tavoli mettendo seduti solo quattro giocatori, uno per parte: salute, economia, regioni, medici. In primo luogo perché non c’è un piatto ricco da giocarsi, in secondo luogo perché la complessità della sanità è comprensibile per chiunque, e questa complessità deve essere armonizzata attraverso passaggi delicati e convincenti, anche sindacali.
 
Il dirigismo, un uomo solo al comando, un numero solo di telefono dei sindacati non sarebbero di alcun aiuto per risolvere i problemi che stanno demolendo (chieda ai cittadini se non è vero) il Ssn, la più importante tecnostruttura del welfare del paese. Le cause sono diverse, nessuno può dire di essere immune da responsabilità, ma non giochiamo a rimpiattino, assumiamoci ciascuno per la propria parte le nostre responsabilità e mettiamo in atto una stagione di iniziative concrete e decisive, diamo una “svolta buona” alla sanità pubblica che, a causa della sempre più evidente difformità e incoerenza dei modelli di riorganizzazione fatta dalle Regioni sta frantumando ogni principio di identità nazionale e di diritto costituzionale.

Il Ministro può telefonare direttamente alle Regioni – che forse avranno un solo numero – per prendere alcune decisioni significative e con interesse valuteremo la loro unità di intenti. O farsi dare da Renzi l’indirizzario che ha usato per sparare le sue 24 slide in occasione del “compleanno del governo” dove aggiunge la sua email per le impressioni, che – conferma – è sempre la solita: [email protected]
 
“La quantità di riforme realizzate è impressionante – dice Renzi – ma diventa condivisa solo se arriva agli occhi e al cuore delle persone.” Bene! Quando parliamo di sanità pubblica?
 
I sindacati dei medici, dei veterinari, dei sanitari e tutte le persone responsabili che nella sanità operano con dedizione sono pronte a tirarsi su le maniche, anche la nostra mail è sempre la stessa.

Aldo Grasselli
Presidente Federazione Veterinari e Medici  

12 Febbraio 2016

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