Vaccinazioni Covid. Perché non si ultizzano gli infermieri pediatrici?

Vaccinazioni Covid. Perché non si ultizzano gli infermieri pediatrici?

Vaccinazioni Covid. Perché non si ultizzano gli infermieri pediatrici?

Gentile Direttore,
abbiamo appreso dai media dell'accordo che il nuovo Presidente della Conferenza Stato Regioni ha stipulato con l'Ordine TSRM-PSTRP per consentire a tutti i professionisti, iscritti nei numerosi Albi professionali di questo Ordine, la effettuazione di una attività che (ad eccezione degli Assistenti Sanitari) nessuno di loro ha mai esercitato fino ad oggi: la somministrazione di prodotti farmaceutici o preparati biologici come è, appunto, un vaccino.
 
Su questa iniziativa si è già sviluppato un nutrito dibattito: io vorrei qui sommessamente far notare un aspetto tecnico che, se l'obiettivo dichiarato è quello di reclutare il maggior numero possibile di vaccinatori, la politica si è persa da tempo (e a maggior ragione dopo questo ''accordo'', che supera con un tratto di penna numerosi ''profili professionali'', cioè i Decreti del Ministero della Salute).
 
Ci sono infatti oggi in Italia ben 9.979 professionisti sanitari che non hanno bisogno di fare alcun corso FAD per essere istruiti alla somministrazione in sicurezza dei vaccini: il riferimento è agli Infermieri pediatrici, che come è noto sono a tutti gli effetti parte attiva della professione infermieristica, con un ''limite'' imposto – appunto- dal loro Decreto di riferimento, il numero 70 del 1997.
 
Questo Decreto spiega che la loro attività non può essere effettuata su assistiti che superano i 18 anni di vita; ma è chiaro che se oggi, dopo l'accordo citato, noi abbiamo professionisti che sono ''autorizzati'' a somministrare i vaccini senza avere mai toccato una siringa prima d'ora, la preparazione, la competenza, la professionalità di un infermiere pediatrico può serenamente superare qualsiasi vincolo di età anagrafica, poichè si tratta di un salto molto piccolo, di una espansione delle attività previste estremamente ridotta: in particolare, nel confronto con ciò che si è fatto per un Tecnico Ortopedico, per un Logopedista, per un Tecnico della Prevenzione.
 
Una cosa che, nel solco delle motivazioni che hanno portato a questo accordo, era da pensare – a mio personale parere – senza dubbio molto prima di questo passo.
 
Francesco Falli
Presidente OPI La Spezia

19 Aprile 2021

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