Clinica odontoiatrica chiude senza preavviso, pazienti perdono soldi e servizi. Andi: “Ennesimo scandalo di società commerciali”

Clinica odontoiatrica chiude senza preavviso, pazienti perdono soldi e servizi. Andi: “Ennesimo scandalo di società commerciali”

Clinica odontoiatrica chiude senza preavviso, pazienti perdono soldi e servizi. Andi: “Ennesimo scandalo di società commerciali”
La clinica Doctor Dent di Mestre ha chiuso i battenti senza avvisare i pazienti, che ora si trovano con lavori lasciati a metà e finanziamenti ancora da pagare. L’Associazione dentisti italiani evidenzia “il rischio connesso alle attività odontoiatriche svolte da società commerciali nelle quali la parte economica prevale sulla componente dei professionisti”. Lorefice (M5S): “L’intervento normativo non è più procrastinabile”.

“Ritrovarsi senza l’arcata superiore della bocca senza denti, con qualche impianto provvisorio e tanto dolore misto a rabbia, che si trasformano un denunce segnalazioni, querele, richieste di rimborso. Ecco la situazione che stanno vivendo in questo stesso istante molti pazienti della Doctor Dent, studio dentistico mestrino con sede in via della Montagnola che ha chiuso i battenti da un giorno all’altro, lasciando totalmente all’oscuro i numerosi pazienti”. La denuncia arriva dall’associazione dei consumatori mestrina Adico, in questi giorni impegnata a raccogliere segnalazioni e denunce di quella che sembra una vera e propria truffa, con cittadini non solo lasciati con lavori odontoiatrici a metà, ma anche costretti a pagare finanziamenti per prestazioni non ricevute o anche, a loro parere, eseguite male.

Adico sottolinea, infatti, come già nel 2022 aveva assistito alcuni pazienti insoddisfatti per i servizi ricevuti dalla clinica. “Interventi eseguiti male, da personale all’apparenza non troppo esperto, caratterizzato da mani tremanti e poca confidenza con gli elementi contenuti nella bocca”, spiega in una nota pubblicata sul suo sito internet.

Sulla vicenda interviene anche l’Andi, Associazione nazionale dentisti italiani: “Nuovamente si evidenzia il rischio connesso alle attività odontoiatriche svolte da società commerciali nelle quali la parte economica prevale sulla componente dei professionisti. Quante volte dovrà ancora accadere questo fenomeno perché si possa finalmente mettere freno a questi scandali in cui il cittadino si trova improvvisamente senza tutele e senza alcun rimborso dei costi invano sostenuti?”, dichiara Carlo Ghirlanda, presidente nazionale Andi. “La nostra Associazione – aggiunge – segnala da anni questi gravissimi fenomeni perorando che l’attività societaria in odontoiatria sia solamente consentita alle Società Tra Professionisti (STP), sotto il controllo degli Ordini professionali. Ma finora i veti di tante parti economicamente interessate a mantenere i loro privilegi si sono opposte a questa scelta di rispetto per la salute dei cittadini. È necessaria ora una svolta definitiva e come sempre ci impegneremo a richiederla fino ad ottenerla”.

“Da tempo sostengo, anche e soprattutto in Parlamento, che l’attività odontoiatrica debba essere esercitata esclusivamente da società tra professionisti iscritti all’Albo e in quanto tali con una deontologia da rispettare a tutela del paziente, non del Dio denaro – afferma in una nota il Senatore M5S Pietro Lorefice, Segretario di Presidenza del Senato -. Le recentissime quanto incredibilmente sparute notizie sullo scandalo ‘Doctor Dent’, con centinaia di pazienti lasciati senza cure e studi chiusi improvvisamente, dimostrano in modo chiaro i pericoli di un sistema dove le logiche di capitale prevalgono sulla tutela della salute, esponendo i cittadini a conseguenze inaccettabili”.

Anche per Lorefice è necessario “riportare l’intero sistema sotto il controllo dei professionisti, altrimenti, lungi dal tutelare le persone, si continueranno a favorire le solite lobby e circoletti che lucrano anche in violazione dell’intoccabile diritto alla salute. Il diritto alla salute non è un bene che si compra su Amazon, è un diritto costituzionalmente garantito, e come tale deve essere tutelato. Il Parlamento ha il dovere di riaprire il confronto su questa materia e agire quanto prima. L’intervento normativo non è più procrastinabile”.

21 Maggio 2025

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