Malattia di Kawasaki, impennata di casi a Bergamo. I pediatri: c’è un legame con COVID-19

Malattia di Kawasaki, impennata di casi a Bergamo. I pediatri: c’è un legame con COVID-19

Malattia di Kawasaki, impennata di casi a Bergamo. I pediatri: c’è un legame con COVID-19
In questo periodo di pandemia, in Italia e Gran Bretagna, sono stati segnalati diversi casi di Malattia di Kawasaki, una patologia caratterizzata da febbre, eruzioni cutanee, gonfiore delle ghiandole e, nei casi più gravi, infiammazione delle arterie del cuore, che colpisce i bambini sotto i cinque anni. “In un mese – dice Lucio Verdoni, reumatologo pediatra dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo - il numero dei casi di Malattia di Kawasaki ha eguagliato quelli visti nei tre anni precedenti. Si è calcolato che l’incidenza di questa malattia, nell’ultimo mese, è stata di 30 volte superiore al passato”

In questi giorni di pandemia, alcuni medici del Nord Italia – in particolare quelli dell’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo – hanno riportato un aumento di casi di quella che sembra essere la malattia di Kawasaki, una sindrome comune nei paesi asiatici. Simili osservazioni sono state fatte da medici del Regno Unito e hanno spinto il Ministro della Salute, Matt Hancock, a chiedere alla comunità scientifica un rapido approfondimento della questione. Dagli USA, invece, non sono pervenute ancora segnalazioni.
 
La malattia di Kawasaki, la cui causa è sconosciuta, colpisce spesso bambini sotto i cinque anni ed è associata a febbre, eruzioni cutanee, gonfiore delle ghiandole e, nei casi più gravi, a infiammazione delle arterie del cuore.
 
“Negli ultimi due mesi – dice Lucio Verdoni, reumatologo pediatra del Papa Giovanni XXIII di Bergamo – ci siamo accorti che giungevano al pronto soccorso pediatrico diversi bambini che presentavano una malattia nota come Malattia di Kawasaki. In un mese il numero dei casi di Malattia di Kawasaki ha eguagliato quelli visti nei tre anni precedenti. Si è calcolato che l’incidenza di questa malattia, nell’ultimo mese, è stata di 30 volte superiore al passato”.
 
“Si è molto parlato dei fattori di rischio che rendono una persona più suscettibile alla malattia, e si è detto che i bambini sono protetti dallo sviluppare forme gravi di polmonite da COVID-19 – osserva Lorenzo D’Antiga, direttore della Pediatria dell’ASST Papa Giovanni XXIII -. Nonostante ciò, stiamo imparando che questo virus può causare anche altre patologie, attivando il sistema immunitario dell’ospite e inducendo una risposta infiammatoria che può interessare qualsiasi organo, anche a distanza di tempo dall’infezione”.
 
I dati raccolti dall’ospedale Papa Giovanni XXIII hanno spinto i pediatri Lorenzo D’Antiga, Lucio Verdoni e l’allergologo Angelo Mazza ad approfondire i casi, trovando prove che confermano, per la casistica della Malattia di Kawasaki degli ultimi due mesi, la responsabilità del nuovo Coronavirus.
 
L’allarme è già stato lanciato all’interno della comunità scientifica e fra i pediatri di famiglia. Ora lo studio scientifico realizzato sui casi di Bergamo è stato sottoposto a un’autorevole rivista internazionale per la pubblicazione. I pediatri del Giovanni XIII, comunque, ricordano che solo una piccola percentuale di bambini, meno dll’1%, sviluppa la Malattia di Kawasaki.
 
Marco Landucci

Marco Landucci

28 Aprile 2020

© Riproduzione riservata

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