Levotiroxina orale, il Piemonte monitora le formulazioni liquide: nella nota regionale il target del 10% delle DDD

Levotiroxina orale, il Piemonte monitora le formulazioni liquide: nella nota regionale il target del 10% delle DDD

Levotiroxina orale, il Piemonte monitora le formulazioni liquide: nella nota regionale il target del 10% delle DDD

La nota prot. 00006126 del 5 marzo 2026 richiama le Asl all’analisi dei dati interni. Il documento segnala che nel 2025 le formulazioni liquide rappresentano il 13,19% delle DDD ma il 48,52% della spesa totale per levotiroxina orale IL DOCUMENTO

La Regione Piemonte richiama l’attenzione delle Aziende sanitarie locali sull’utilizzo della levotiroxina sodica per uso orale, con particolare riferimento alle formulazioni liquide. Il documento di riferimento è la nota della Direzione Sanità, Settore Assistenza farmaceutica, integrativa e protesica, prot. 00006126 del 5 marzo 2026, indirizzata ai Direttori generali e ai Servizi farmaceutici delle Asl.

La nota si inserisce “a supporto delle attività di analisi sulle terapie farmacologiche”, con particolare riferimento alle analisi richieste dal documento di programmazione delle risorse del SSR 2025-2027. Il testo ricorda che, per l’utilizzo orale della levotiroxina, sono attualmente disponibili forme farmaceutiche solide, come compresse e capsule, e forme orali liquide, come flaconcini e gocce.

Nel documento si legge che “l’utilizzo della forma farmaceutica orale liquida” è “certamente appropriato per pazienti disfagici o che necessitano di nutrizione enterale”. La nota aggiunge però che, “in altri casi”, tale utilizzo “non ha evidenze di maggior efficacia clinica”, precisando che “i dati di assorbimento ad oggi disponibili non sono associati a differenti outcome di salute”, mentre la formulazione liquida “presenta un costo superiore”.

La Regione segnala inoltre che la forma liquida “si presenta sul mercato come più efficace in termini di miglior assorbimento”, ma osserva che da RCP “risulta che l’assunzione deve avvenire a stomaco vuoto”, per cui, secondo la nota, “l’utilizzo di tale forma farmaceutica non presenta vantaggi in tal senso”.

Il documento riporta poi i dati di consumo e spesa. Dall’analisi della convenzionata 2024 emerge che le formulazioni liquide rappresentano il 12,86% delle DDD erogate sul totale delle formulazioni orali consumate, ma corrispondono al 48,07% della spesa sostenuta per levotiroxina sodica orale. Per il 2025, la nota indica risultati analoghi: il 13,19% delle DDD erogate per formulazioni liquide determina il 48,52% della spesa totale.

La Regione segnala anche “una notevole variabilità prescrittiva” tra le Asl. Nel 2025 si passa infatti da una percentuale di DDD della forma orale liquida sul totale delle forme orali di levotiroxina pari al 7,55% a una pari al 22,83%, con una media regionale del 13,19%.

Alla luce di questi dati, la nota informa che sul portale PADDI è stato pubblicato un prospetto dedicato a evidenziare, per ogni Asl, “i diversi andamenti, in termini di confezioni, DDD e spesa, rilevati dalla convenzionata”. Le Aziende sanitarie locali vengono invitate a svolgere “un’analisi approfondita dei propri dati interni”.

La raccomandazione conclusiva della Regione è formulata in questi termini: “in assenza di specifiche e documentate motivazioni cliniche”, le Asl sono invitate a orientare le scelte prescrittive verso le formulazioni caratterizzate dal “miglior rapporto costo/opportunità” e ad attestarsi a una percentuale, in termini di DDD, di levotiroxina solubile sul totale della levotiroxina orale “non superiore al 10%”.

La nota quantifica anche l’impatto potenziale dell’allineamento: se tutte le Asl si conformassero al valore ottenuto dall’Asl best performer, “a parità di consumo”, si registrerebbe una riduzione della spesa convenzionata pari a circa 1,2 milioni di euro.

22 Giugno 2026

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