Nuovi ospedali. Regione Piemonte firma protocollo di legalità con la Prefettura

Nuovi ospedali. Regione Piemonte firma protocollo di legalità con la Prefettura

Nuovi ospedali. Regione Piemonte firma protocollo di legalità con la Prefettura

L’obiettivo è rafforzare le misure per prevenire tentativi di infiltrazione criminale nelle imprese che lavoreranno alla costruzione delle strutture. Il Piano di edilizia vale circa 5 mld di euro. Cirio: “Intendiamo garantire la legalità e trasparenza”.

Sottoscritto il 15 dicembre in Prefettura a Torino il protocollo di legalità per la realizzazione di alcune opere di edilizia sanitaria strategiche per il territorio regionale, tra queste il Parco della Salute, Ricerca e Innovazione di Torino e la Città della Salute, e della Scienza di Novara. Obiettivo è prevenire tentativi di infiltrazione criminale nelle imprese che lavoreranno alla costruzione delle strutture. A firmare l’Accordo sono stati il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, il prefetto Donato Cafagna e i prefetti delle altre prefetture piemontesi. Presente anche l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi.

“E’ una firma importante per garantire la legalità – dichiara il Governatore Alberto Cirio -, perché finanziamo un programma di diversi miliardi di euro che spendiamo per la sanità, per la salute delle persone. Ma avere tanti finanziamenti tutti insieme e doverli spendere nei tempi brevi di Bruxelles rischia, a volte, di non garantire a sufficienza tutti i passaggi che invece sono necessari. Un progetto dunque di legalità e trasparenza assoluta e quindi, quale modo migliore se non coinvolgere le prefetture, tutte le prefetture del Piemonte, per coinvolgere la guardia di finanza, i carabinieri, la polizia di Stato, tutti uniti per garantire che questo progetto arrivi alla realizzazione, arrivi in fretta e, soprattutto, nel rispetto rigoroso di tutta la legalità e la trasparenza che caratterizza l’utilizzo buono del denaro pubblico”.

Il protocollo disciplina le attività di vigilanza e controllo durante le fasi di affidamento e realizzazione dei lavori. “In particolare – spiega nel dettaglio la Regione – esso prevede un sistema rafforzato di controlli sugli operatori economici coinvolti, tutti tenuti a essere iscritti all’anagrafe degli esecutori. La vigilanza sarà estesa anche alla fase di approvvigionamento di beni e servizi e all’ingresso nei cantieri, dove sarà istituita una banca dati dedicata. Sono inoltre previsti presidi di controllo permanenti e un’intensificazione della collaborazione con i gruppi interforze antimafia delle forze dell’ordine, con l’obiettivo di prevenire qualsiasi rischio di infiltrazione o condizionamento da parte della criminalità organizzata”.

“Questo Accordo – sottolinea il Prefetto Donato Giovanni Cafagna – ha la finalità di cercare di garantire che queste opere vengano realizzate nel rispetto della legalità e vengano realizzate anche con criteri di efficienza. E’ per questo che oggi noi abbiamo tenuto anche la Conferenza regionale delle autorità di pubblica sicurezza. L’impegno delle forze di polizia, l’impegno della DIA, l’impegno della magistratura a far si che ogni tentativo di infiltrazione venga respinto e venga contrastato”.

“Ci saranno presso ogni Prefettura, inoltre – aggiunge la Regione -, i protocolli provinciali. Gli strumenti che saranno posti in atto sono tanti: la repressione, che vede impegnati Autorità e polizia giudiziaria, la prevenzione condotta dai gruppi interforze antimafia che lavorano in Prefettura, che danno luogo alle interdittive antimafia, verificano le iscrizioni nelle “white list”, e monitorano le diverse società attive sul territorio”.

L’assessore alla Sanità Federico Riboldi conclude evidenziando: “Il grande Piano di edilizia sanitaria consta circa 5 miliardi di euro. Vede 11 nuovi ospedali, 4 ristrutturazioni integrali, 91 case di comunità, 30 ospedali di comunità e 46 centrali operative territoriali. Tutte le cifre significative negli appalti pubblici rischiano di attrarre la criminalità organizzata. Con questo protocollo abbiamo voluto dare un segnale forte di legalità all’interno di questo Piano, affinché questi fondi siano spesi al meglio, con la massima trasparenza, e far in modo che questa sia una eredità e non un debito per i nostri figli e i nostri nipoti”.

Elisabetta Caredda

18 Dicembre 2025

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