Abruzzo. La Asl 1 ‘esporta’ il proprio modello di gestione del malato oncologico

Abruzzo. La Asl 1 ‘esporta’ il proprio modello di gestione del malato oncologico

Abruzzo. La Asl 1 ‘esporta’ il proprio modello di gestione del malato oncologico
Oggi, alla Badia Santo Spirito, gettato il seme per estendere il nuovo assetto organizzativo, fondato su Rete oncologica e terapia del dolore e cure palliative, alle altre Asl della regione. Un meeting promosso dall’Oncologia dell’ospedale peligno che, ogni anno, assicura circa 3.000 accessi in day hospital e 1.200 prestazioni ambulatoriali.

La Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila ‘esporta’ la propria esperienza-pilota sulla gestione del malato di tumore, incentrata sull’asse Rete oncologica territoriale -Terapia del dolore e cure palliative, in altre realtà della Regione. Oggi a Sulmona, nella magnifica cornice della Badia Santo Spirito al Morrone, per iniziativa del reparto di oncologia dell’ospedale peligno, alla presenza di oncologi e specialisti del Dolore delle Asl di Teramo e Chieti, sono state poste le premesse per estendere ad altre aree d’Abruzzo il nuovo modello di integrazione ospedale-territorio, in modo da gestire con modalità nuove ed efficaci il malato oncologico.
 
“Gestione integrata del paziente oncologico:verso nuovi standard di riferimento”: questo il tema ( su cui si sono sviluppate ipotesi operative) al centro del meeting, a cui hanno partecipato oltre 100 specialisti e operatori sanitari di varie Asl abruzzesi. Iniziativa promossa da uno dei reparti della Asl della provincia di L’Aquila incardinati all’interno di questo nuovo modello integrato di gestione, vale a dire l’Oncologia dell’ospedale di Sulmona, diretta da Gaetano Saggio. Nel comprensorio peligno il cancro, soprattutto per il tumore al seno e al colon, registra un’incidenza superiore alla media nazionale.
 
L’oncologia del capoluogo peligno ogni anno contrasta l’attacco del tumore con 3.000 accessi in day hospital e circa 1.200 prestazioni in ambulatorio che riguardano, oltre alla malattia in sé, anche il trattamento del dolore. La ‘breccia’ innovativa, aperta dalla Asl della provincia di L’Aquila rispetto alla tradizionale gestione del malato oncologico, riguarda il trattamento integrato tra ospedale e territorio dove operano gli ambulatori dei distretti sanitari, operativi già da tempo all’Aquila e, da diversi mesi, presenti anche ad Avezzano e Sulmona. Ricevuto il malato, quando possibile, viene seguito non più in ospedale, riservato ai casi gravi, bensì nel territorio e con cure personalizzate: così il paziente ha possibilità di accedere alle terapie nel luogo più vicino al posto in cui abita. E’ un nuovo assetto, quello introdotto dalla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, il cui ulteriore punto di forza è costituto dalla Rete del dolore e delle cure palliative, diretta dal prof. Franco Marinangeli, che opera in stretta simbiosi con quella oncologica.
 
Tra i vantaggi, nella gestione integrata del malato di tumore, c’è che la prestazione sanitaria, in presenza di determinate condizioni, viene assicurata sempre più con cure a domicilio. Fondamentale, in questo senso, l’opera di coinvolgimento messa in atto dalla Asl 1 Abruzzo sui medici di famiglia che, nell’affollato meeting di oggi a Sulmona, erano presenti numerosi.

21 Novembre 2015

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